Home > Pirateria > Procida. Marittimi sequestrati. Il puzzle.

Procida. Marittimi sequestrati. Il puzzle.

Questo blog ha seguito da qual tragico 8 febbraio e successivamente dal 21 aprile, le vicende della “Savina Caylyn” e della “Rosalia d’Amato” le due barche sequestrate dai pirati nel mare Arabico. 43 i marittimi sequestrati, tra questi 4 procidani, che si vanno ad aggiungere ad altri 700 sequestrati su altre navi di svariate nazionalità (inglesi ed americani esclusi).

Proprio questa è una prima domanda che da tempo ci poniamo: perché i pirati non hanno mai sequestrato una nave battente bandiera americana e/o della reale marina inglese?
Ma gli aspetti che ci lasciano abbastanza interdetti sono molteplici a partire dalle non risposte della Farnesina, ai silenzi dell’armatore e da un contesto in cui ci sembra mancante qualche tassello del puzzle.

Una cosa che ci siamo chiesti, ad esempio, è: considerato la rilevanza di persone sequestrate, si parla di oltre 700 marittimi di varie nazionalità (indiani, filippini, rumeni, etc) perché nessuna associazione umanitaria, vedi Croce Rossa e Emergency oppure quelle di estrazione cattolica come i focolarini, che solo il 3 agosti 2011 dal sito del movimento lanciano l’allarme “Sempre più pressante il dramma dei 12 milioni di persone in fuga dai territori colpiti da una siccità devastante nel Corno d’Africa, comprendente Somalia, il nord del Kenya, il sud dell’Etiopia e Djibouti. Come inviare gli aiuti”?
Come mai coloro che operano in quei territori, non riescono ad individuare un canale, quantomeno, per andare a verificare le condizioni di salute di questi cittadini del mondo?

Ed ancora, può essere che non ci sia un magistrato italiano che abbia aperto un fascicolo per accertare se, in questa vicenda (ovvero rapimento di italiani all’estero su un pezzo di Stato italiano) ci siano responsabilità di qualsivoglia genere?
Possibile che, in un Paese come l’Italia, dove si intercetta telefonicamente di tutto e di più con la cronaca dei giornali farcita da pagine e pagine delle cose più intime, nessuno abbia pensato di mettere sotto controllo, ad esempio, i telefoni della compagnia armatrice?

La cosa, se vera, considerato la quantità di comunicazione che ci dovrà pur essere in un contesto dove l’argomento principale sono tanti soldi (armatore, assicuratori, titolari del carico, marittimi, mediatori, etc.) ha dell’incredibile!

Se, viceversa, è stato fatto perché tanto silenzio? Perché non si conosce la Procura ed il magistrato che indaga?

Troppo domande? Forse…ma tanti i dubbi e la sofferenza che dilania intere famiglie e comunità inclusa quella procidana, italiana e di tante parti del mondo che da mesi vive il dramma di vedersi rapiti i propri cari.

Potrebbe interessarti

LO SLOW STEAMING

Di Felice Magarelli La profonda crisi finanziaria iniziata nel 2008 che ha investito tutti i …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *