Procida: Non c’è evento senza polemica.

Dopo le polemiche che hanno interessato, nella scorsa estate, la partecipazione della barca di Procida al Palio di Sant’Anna e quelle seguite alla “Sagra del Mare”, anche gli eventi programmati dall’Amministrazione Comunale in occasione del “Natale a Procida” non sono rimasti indenni da quella che, oramai, sembra diventata una vera e propria sindrome. Questa volta, come ci documenta Domenico Ambrosino dalle pagine de “Il Mattino”, protagonista della querelle è stata Katia Ricciarelli che, insieme al tenore Giuseppe Talamo, si è esibita lo scorso 6 gennaio nella chiesa della Congrega dei Turchini. Qui si è vissuto un finale amaro quando il parroco – coram populi – è intervenuto per rimproverare il Priore della Congrega, reo di aver consentito l’esecuzione di due brani “profani” (“O sole mio”, “ ‘O paese d’ò sole”), non facenti parte del programma concordato tra l’assessorato comunale al turismo, ente organizzatore, e le autorità religiose, titolari della struttura che ha ospitato l’evento. Il soprano, per difendere il priore peccatore, con una decisione a sorpresa, ha allora “attaccato” un pezzo sacro, l’ “Adeste Fidelis”, coinvolgendo il pubblico, in delirio, in un’intensa esecuzione corale. Ma la frittata, ormai, era fatta. Le polemiche sono scoppiate, inevitabili: il parroco, impegnato ad illustrare la circolare della Diocesi Napoletana (di cui Procida fa parte) che regolamenta le manifestazioni artistiche nei luoghi sacri; il povero priore, amareggiato e confuso, che si affannava a spiegare le ragioni per cui non si era sentito di negare al soprano il permesso di eseguire i brani incriminati sull’onda delle richieste da parte della gente , un migliaio di persone, che assiepava la chiesa; il sindaco, intervenuto a mediare tra “sacro” e “profano”, anche alla luce del fatto che nell’isola non esistono strutture pubbliche in grado di ospitare eventi artistici di una certa rilevanza. Katia Ricciarelli è rimasta sbalordita e confusa, per questi “carboni” ricevuti, proprio il giorno della Befana, al termine di un concerto molto apprezzato e partecipato. “E’ strano molto strano – ha detto il soprano al parroco che, comunque, è andato a congratularsi con l’artista – quello che accade stasera a Procida. In altre chiese del Napoletano, ove sto eseguendo concerti in questo periodo – c’è stata una piena tolleranza a farmi cantare brani della canzone napoletana. Del resto, anche nel corso della partecipazione ad eventi musicali nella stessa Basilica del Vaticano, ho eseguito brani di musica leggera. Procida non può restare “isola”, si deve aprire, anche se in modo attento e discreto, se vuole fare turismo”.
Come dice il vecchio, ma sempre attuale, adagio: Anche questa è fatta. Avanti il prossimo.

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