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Procida: Presentato “Come un vento leggero tra le betulle argentate” il libro di Myriam Narpeto Giannetti

PROCIDA – Venerdì 26 gennaio, nella chiesa di Sant’ Antonio Abate, si è tenuta la presentazione del libro “Come un vento leggero tra le betulle argentate”, scritto dalla prof.ssa Myriam Narpeto Giannetti, ed a cura di Diana Melles. Tra i relatori il prof. Michele Romano che, nel suo intervento, ha toccato vari aspetti del lavoro della Narpeto. «In primo luogo – dice Romano -non posso nascondere una emozione inaspettata entrando in questa Chiesa in quanto ho avvertito la presenza di colui che per tanti anni è stata la guida spirituale di questa contrada, il carissimo e vulcanico zio Salvatore. Dopo di che, nel gustare la lettura del testo poetico-ieratico di Myriam si percepisce nel profondo un intenso e mirabile “pathos” del nascosto svelante che ci induce, partendo dalla costatazione di uno smarrimento soggettivo, al bisogno del viaggio nel tempo inteso, secondo la configurazione di Agostino d’Ippona, come distensione dell’anima tra passato (memoria) presente (attenzione) e futuro (attesa). E qui nasce l’interrogazione su cos’è la natura umana assillata dall’ansia, dalla violenza, dall’inquietudine e allo stesso tempo dell’acuto desiderio di serenità e tranquillità. Così, mentre conosciamo ogni dettaglio scientifico della nostra dimensione animale, al contrario appare sfuggente quella psichica, per cui continuamente ci interpretiamo e reinterpretiamo. Si può dire che siamo tanto complessi da sbalordire sia gli altri che noi stessi e assumere le sembianze di Giano bifronte (i due volti della pace e della guerra). Che fa porre l’interrogativo se la natura umana è razionale o emotiva, egoista o altruista, aggressiva o pacifica, promiscua o monogama, sanguinaria o moralmente integra. Ebbene le risposte, perennemente oscillano verso l’una o verso l’altra. La nostra cara autrice – continua il prof. Romano – con la consapevolezza che il valore dell’esistenza diventa alto, se spogliato di scopi dissonanti, se messo al riparo da storture e superficialità, plana, si abbandona, davanti alla figura del Cristo, riconosciuto come fattore dell’Universo in cui ritroviamo noi stessi. Per noi, che ci troviamo che ci troviamo in mezzo al guado dei dilemmi, ciò desta un amorevole stupore che sprona a raggiungere la meta della follia della Grotta di Betlemme: amarsi gli uni con gli altri. A tal proposito il prete di strada, oggi Arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, dice: “Non possiamo perdere l’idea della famiglia umana libera dalla tentazione del razzismo e dell’etnicismo. Cristo ci costringe a vedere nell’altro noi stessi ma ci offre anche la gioia di scoprire in un stremo il nostro prossimo, un pezzo di quello che stiamo”. Grazie Myriam – conclude Romano – per averci donato un approccio terapeutico in cui rifugiarci per affrontare, con calma interiore, la virulenza del nostro vivere quotidiano».

Concludiamo con una passaggio tratto dalla prefazione del libro:

“Queste poesie, scritte con inchiostro vitale, ti prendono per mano delicatamente per condurti attraverso sentieri di ardente meditazione, a volte oscurati dalla paura e dall’ incertezza, altre volte illuminati dalla sensazione forte dell’Amore di Cristo…”

Il ricavato della vendita sarà interamente devoluto per micro progetti di solidarietà.

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