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Procida: Primi bilanci per Mare Sicuro 2013

C.P. T.V. Giuseppe PanicoVenti  unità assistite, 48 persone portate in salvo, 76 controlli a terra lungo la costa ed in ambito portuale, 267 unità da diporto controllate, 180 sanzioni amministrative elevate. Questi gli importanti e significativi risultati parziali, a stagione balneare ancora in corso, dell’operazione “Mare Sicuro 2013”, che ha visto impegnati i militari della Guardia Costiera di Procida, agli ordini del Comandante Giuseppe PANICO, in controlli su tutto il circondario marittimo di giurisdizione.

Per le attività in mare sono stati impiegati la motovedetta costiera CP 575 ed il battello pneumatico GC B67, impegnati nel pattugliamento della costa, effettuando, ad oggi, un totale di  42 missioni in mare, per complessive 676 miglia percorse e 210 ore di moto.. Per le attività via terra sono state invece impiegate 2 pattuglie radiomobili.

Particolare attenzione è stata posta nel verificare che le numerose unità da diporto, che incrociano le acque dell’isola di Procida nella stagione estiva, rispettino le zone riservate alla balneazione (300 mt. dalle spiagge e 200 mt. dalle scogliere).

Rilevante è stata anche l’attività di polizia portuale, che ha portato all’elevazione di 56 sanzioni amministrative per sosta di veicoli, in zona vietata, nell’area portuale.

 “Inoltre, per tutto il periodo estivo – commenta il Tenente di Vascello Giuseppe PANICO, Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo – è stato disposto un rafforzamento dei controlli  presso la banchina del porto commerciale, specie nei fine settimana, per garantire il regolare svolgimento delle operazioni di sbarco/imbarco dei passeggeri da traghetti e Aliscafi e prevenire l’eventuale insorgenza di problematiche di ordine pubblico. Al riguardo, i dati registrati dalla Sala Operativa della Guardia Costiera di Procida dal Giugno scorso ad oggi 22 Agosto riportano, per il porto commerciale di Procida, un movimento totale di passeggeri pari a n. 317.677 unità (169.387 in arrivo e n. 148.290 in partenza), con un decremento del dato complessivo, rispetto allo stesso periodo dell’anno 2012, di circa 39.000 unità”.

L’intensificazione dei controlli lungo la costa e nei porti da parte degli uomini della Guardia Costiera di Procida proseguirà per tutta la durata della stagione estiva. “Con l’occasione – ricorda il Comandante Panico- che è sempre attivo, 24 ore su 24, il Numero Blu 1530 per le emergenze in mare, che permette di entrare in contatto, gratuitamente, con la Capitaneria di Porto competente per territorio, mentre per la consultazione delle Ordinanze l’utenza può visitare il sito istituzionale della Guardia Costiera di Procida www.procida.guardiacostiera.it  o rivolgersi direttamente ai competenti uffici della stessa.

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Un commento

  1. sebbene i numeri sembrano rassicurare sul controllo delle acque procidane, ritengo che gli sforzi fatti dalla Capitaneria di Porto di Procida non siano sufficienti a contrastare efficacemente il malcostume generalizzato sull’uso dei natanti, spesso affidati a mani inesperte che aggiungono non poca arroganza alla loro ignoranza sulle regole. Mi capita spesso di andare in canoa e posso assicurarvi che le sanzioni elevate per il mancato rispetto delle zone di balneazione costituiscono forse meno dell’1% delle violazioni quotidianamente perpetrate da gente senza scrupoli e…senza cervello. Le zone più interessate dalle violazioni sono state sicuramente:
    – Ciraccio lato lido proprio a ridosso della lingua di S. Margherita che arriva al ponte, dove i bagnanti che nuotavano a ridosso della “montagna” tra la scogliera della spiaggia ed il ponte, devono fare lo slalom tra gommoni, gozzi e motoscafi ancorati o girovaganti a motore acceso. Eppure li c’è poco più di un metro e mezzo di acqua
    – Ciraccio lato Serra dove una sterminata distesa di natanti arriva a dare fondo e pochi metri dalla riva
    – Baia del cimitero dove la spiaggetta “del Postino” viene presa d’assalto anche dallo spiaggiamento dei gommoni che, ovviamente, arrivano a motore acceso sotto lo sguardo impotente della pattuglia di terra che li non può arrivarci.
    – La spiaggia del cannone dove, proprio a pochi metri dalla sede della Capitaneria, si gira tranquillamente a motore acceso tra una moltitudine di barche tra le quali prendono il bagno intere famiglie approfittando dei fondali poco profondi.
    – la spiaggia della Chiaia che verso le ore più calde offre uno spettacolo orripilante con una distesa di barche affiancate come in un porto ma rigorosamente all’interno del limite dei trecento metri.
    Cosa succede di solito? All’eventuale arrivo del mezzo della Capitaneria qualcuno viene raggiunto ma gli altri, cento, centocinquanta o più, salpano le ancore e rapidamente si allontanano rimanendo impuniti. Del resto in Italia vige l’assurda legge che i natanti di certe dimensioni non debbano avere il numero identificativo e quindi siano di fatto irriconoscibili e non sanzionabili. Che paese assurdo il nostro dove si arriva spesso a proprorre di targare anche le bici e poi si lascia scorazzare la gente in totale anonimato con imbarcazioni di dimensioni e potenze non trascurabili.
    Perciò, sebbene vada ringraziata la Capitaneria per gli interventi, credo sia necessario contrastare il diffusissimo malcostume con mezzi più rapidi e con pattugliamenti più frequenti proprio in quelle zone dove l’assenza di boe di segnalazione (che si trovano soltanto davanti agli stabilimenti balneari) dia adito ad una errata interpretazione di libera accessibilità in barba a qualunque regola.

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