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Procida: Rallenta il rilascio della sanatoria per i vecchi condoni

Di Vincenzo Muro

PROCIDA – Da alcuni mesi, cioè dall’estate scorsa, si è notevolmente ridotto il rilascio dei permessi in sanatoria relativi ai condoni edilizi del 1985 e del 1994; il problema è collegato alle vicissitudini che hanno interessato la Soprintendenza napoletana, nella quale si sono verificati sia pensionamenti di funzionari, con relativo carico di lavori aggravato per i restanti, e sia avvicendamenti della stessa Soprintendente che, in pochi mesi, è cambiata più volte.

Delle pratiche esaminate dalla Commissione per il Paesaggio di Procida dall’estate scorsa e inviate in Soprintendenza, ben poche sono state evase e sono state fornite di parere paesaggistico; la maggior parte, e cioè qualche centinaio, ancora giacciono negli uffici napoletani bel oltre i termini di legge e senza che si intravedano soluzioni per la questione.

Da parte della Soprintendenza pare ci sia, da un lato, il rifiuto della stessa nuova Soprintendente di firmare pratiche giacenti da mesi e che avrebbero potuto evadere “quelli di prima” e da altro lato c’è l’enorme carico crollato addosso ai funzionari rimasti – tra cui la responsabile per Procida- per il pensionamento, senza sostituzione, di molti colleghi.

Non appare luce all’orizzonte e non si intravedono soluzioni; quindi non è possibile programmare interventi sui fabbricati in attesa del permesso in sanatoria e, di contro, il comune non può incassare qualche centinaia di migliaia di euro che, se ben spesi, potrebbero risolvere vari problemi per la collettività.

Secondo esperti del settore, la soluzione sarebbe nell’istituto del silenzio assenso. Infatti, con la riforma Madia, il silenzio assenso (e cioè la tacita approvazione se non intervengono pareri contrari nei termini di legge) opera in tutti i procedimenti che prevedono una fase co-decisoria tra due pubbliche amministrazioni (per es. Regione o comune sub delegato  e Soprintendenza , come nel nostro caso), compreso il campo delle autorizzazioni paesaggistiche, in cui rientra il parere della Soprintendenza sui condoni edilizi; tale principio fu sancito anche dal Consiglio di Stato con il parere n. 1640 del 2016. Peraltro l’accordo di programma tra Comune e Soprintendenza sul rilascio dei condoni non prevede norme che si oppongano a tale istituto del silenzio assenso.

L’amministrazione comunale, che dovrebbe darsi pesantemente da fare per risolvere la questione, non fosse altro che per i soldi che entrerebbero nelle casse comunali, pare avere un atteggiamento molto timido sulla questione e, dopo qualche incontro avuto in Soprintendenza, non mostra di voler insistere più di tanto, nella vana attesa di soluzioni che non arriveranno dall’esterno. Anzi, il sindaco, alla stessa funzionaria della Soprintendenza, ha dichiarato  che la sua linea è quella di volere un “ parere espresso”; evidentemente confonde  l’istituto del silenzio assenso  ( che comunque ha la stessa validità legale e formale di un parere espresso e che comporta il rilascio di una autorizzazione paesaggistica emanata dall’ufficio competente)  con l’assoluta mancanza di parere paesistico, come per i condoni  rilasciati dal 2007 a qualche anno fa, che comunque hanno piena validità legale (e che alcuni comuni ischitani pare abbiano ripreso a rilasciare) .

La soluzione che appare più semplice ed efficace è quindi quella di rilasciare le autorizzazioni paesaggistiche relative ai condoni (e quindi i permessi in sanatoria sui condoni), quando si verificano le condizioni di mancato rispetto dei tempi di legge – come nel caso attuale-, con l’istituto del silenzio assenso, risolvendo sia i problemi dei cittadini in attesa che quello delle casse comunali.

In tal modo, peraltro, si toglierebbero le castagne dal fuoco anche alla Soprintendenza, che potrebbe ripartire praticamente da zero senza essere costretta a salti mortali sulle pratiche giacenti, che peraltro non è in grado di fare per la carenza di personale.

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