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Procida: Ridimensionato il pianeta sanità

michele romanodi Michele Romano

Per comprendere meglio il tempo che stiamo vivendo, cerco di concentrare l’attenzione sulla personalità delle figure politiche che, negli ultimi decenni, hanno determinato l’indirizzo della realtà sociale, politica ed economica della Nazione.

Ebbene, in termini negativi, gli atteggiamenti che li hanno caratterizzati, chi più chi meno, sono rappresentati dalla “sindrome dell’alterigia” e del “disimpegno morale”. Con la prima, una predisposizione narcisistica a guardarsi intorno al fine di porre se stessi al centro dell’attenzione e addirittura ad identificarsi con le istituzioni, una sopravvalutazione, a prescindere, dalla efficacia delle proprie azioni, trascurando del tutto gli effetti  sulla vita reale. Con il secondo aspetto, il danno prodotto agli altri viene giustificato in nome di motivi superiori, le azioni deplorevoli vengono ridimensionate dal ritenere che ve ne sono ben peggiori tanto da favorire le deresponsabilizzazione individuale proclamando che “così fan tutti”. Tale deterioramento, in tutti questi anni, si è esteso sull’intero territorio nazionale e non ha risparmiato neanche realtà di piccole dimensioni come l’isola di Procida, dove i protagonisti della scena politica locale, anche in prospettiva, sono colpiti dalle patologie suddette. E nel frattempo stiamo diventando un territorio sempre più irrilevante soprattutto nell’ambito dei servizi essenziali.

A tal proposito è recentissima la nuova formulazione degli assetti organizzativi regionali del pianeta “Sanità”, da cui si evince che i servizi sanitari procidani sono stati strutturati in modo totalmente residuali e marginali con tutte le conseguenze del caso che l’unica reazione possibile è quella di costruire una mobilitazione generale pari a quella avutasi per i marittimi sequestrati con l’intero Consiglio Comunale in prima fila.

Ecco perché, ritornando agli elementi deteriori espressi in precedenza, è auspicabile una profonda rivoluzione culturale tanto da rimettere in forte fermentazione la vigna della “Democrazia” con tutte le sue ramificazioni sociali e politiche (uguaglianza, libertà, solidarietà, giustizia, diritto al lavoro, etc.) alquanto mal ridotte negli ultimi tempi.

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