Procida. Scagionato dalle accuse l’ex direttore del Regno di Nettuno, Riccardo Strada

Il GUP decide: Riccardo Strada non deve essere processato

Il giudice delle indagini preliminari di Napoli, Dr de Gregorio all’udienza del 8 marzo scorso, per decidere se processare Riccardo Strada, ex direttore dell’Area Marina protetta Regno di Nettuno ha ritenuto valide le argomentazioni del Pubblico Ministero che aveva indagato sull’autorizzazione temporanea rilasciata alla società AKUA Italia nell’estate del 2008.
Il Pubblico Ministero, dopo una approfondita indagine nata dalle denunce dell’ex assessore provinciale dei verdi Francesco Borrelli e del responsabile degli affari legali della Lega Anti Vivisezione, Ciro Troiano, aveva richiesto al Giudice delle Indagini Preliminari la chiusura dell’inchiesta.
La delicatezza dell’argomento e le pressioni politiche portate specificamente contro il direttore da parte della LAV e da Borrelli avevano indotto il GIP a rifiutare l’archiviazione e decidere il rinvio a giudizio coatto di Riccardo Strada.
Il 4 febbraio 2010, ad un anno e mezzo dalla chiusura definitiva dell’allevamento, un comunicato della LAV emanato da Ciro Troiano al momento dell’imputazione diceva tra l’altro  “Siamo soddisfatti della decisione del GIP perché accoglie tutte le nostre considerazioni e fermo restando il principio d’innocenza fino a sentenza definitiva, l’accusa è grave e allarmante, per questo è opportuno che tutta la faccenda venga presa in esame dal Tribunale, a garanzia di tutti, indagati compresi.”
Quale fosse la “garanzia” per gli imputati di tanto accanimento non è facile capire, dato che il rinvio a giudizio giudicato l’altro giorno dal magistrato che avrebbe dovuto aprire il processo, esaminate le posizioni degli imputati (oltre a Strada anche l’architetto Rocco, dirigente tecnico del comune di Procida e l’Amministratore della società concessionaria) è stato considerato immotivato.

In effetti la decisione di rilasciare temporaneamente l’autorizzazione a completare un ciclo di allevamento di tonno rosso nella baia del Carbogno, in zona B dell’AMP a Procida era stata attentamente meditata sul piano della legalità, della opportunità e del danno eventuale all’Area Marina Protetta.
Il Dr Strada era intervenuto a seguito di un accordo politico tra l’Amministrazione di Procida e le amministrazioni dei sei comuni di Ischia che rilasciavano il nulla osta all’allevamento su richiesta del Comune di Procida.
Questa decisione coincideva con il ritiro, da parte del comune di Procida del ricorso al TAR contro l’istituzione dell’Area Marina Protetta e l’ingresso, a pieno titolo nel consorzio di gestione.

Purtroppo, però, per la legge, non è l’Assemblea del consorzio ad essere titolare delle autorizzazioni, ma solo il direttore.
Direttore che, dopo un attento esame delle carte, che risultavano tutte in regola con i dettami della legge e del regolamento ministeriale, decideva di rilasciare il permesso.
La posta in gioco era, tra tre mesi di allevamento, con un limitato impatto ambientale ed una conflittualità tra le amministrazioni che avrebbe potuto portare notevolissimi danni all’Area Marina Protetta, così il direttore Strada aveva permesso l’attività, imponendo un rigoroso monitoraggio da parte di un istituto di ricerca pubblico e l’allontanamento definitivo dell’allevamento entro il 31 dicembre del 2008 dopo appena quattro mesi di gestione.

Questa decisione, che aveva inoltre salvato l’accordo preso tra le amministrazioni era stata presa a pretesto per la prosecuzione della campagna personale che l’assessore Francesco Borrelli conduceva, ed ha condotto fino all’estate del 2010, contro l’Area Marina Protetta, in generale ed il Dr Strada in particolare, campagna colta dal signor Troiano, della LAV che presentava un esposto alla Polizia di Stato che portava alla successiva indagine e, dopo due anni e mezzo, alla conclusione già raccontata.

Ovviamente in questi due anni e mezzo da indagato molte sono state le prese di posizione sulla stampa di Borrelli e di Troiano contro Riccardo Strada, ma poche sono state le dimostrazioni di solidarietà dalla politica isolana a chi ha operato per l’esclusivo bene dell’Area Marina protetta ed al servizio delle amministrazioni.
Eccezione è fatta dalla bella lettera che l’Amministrazione di Forio, a firma del suo vicesindaco Gianni Mattera  ha voluto trasmettere al Direttore Strada appena avuta notizia del rinvio a giudizio.

Vale la pena, inoltre  di far notare che, grazie all’autorizzazione temporanea ed ai successivi risultati del monitoraggio imposto dal Dr Strada e svolto dall’Università Parthenope di Napoli, la possibilità di  allevamento di tonno rosso all’interno dell’Area Marina protetta Regno di Nettuno si può considerare definitivamente esclusa.

fonte: http://www.ischiablog.it/index.php/attualita-e-notizie/completamente-scagionato-lex-direttore-del-regno-di-nettuno-non-ci-sono-elementi-per-ritenere-che-abbia-compiuto-atti-illeciti/

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