Procida: Sequestro specchio acqueo in concessione ai pescatori di Marina Chiaiolella.

Di Michele Romano

L’estate procidana è pervasa da sensazioni, percezioni, vicissitudini profondamente contrastanti tra di loro che offrono la giusta misura di ciò che è dentro le membra della nostra comunità. Così sperimentiamo, attraverso le emozionanti serate offerteci da due grandi artisti come Osvaldo di Dio e Raimondo Ponticelli, quali e quanti punti di eccellenza e valori antichi sono insiti nel profondo della società isolana. Contemporaneamente si acuisce sempre di più l’angoscia per i marittimi ostaggio da mesi dei pirati nelle acque della Somalia. Per questi eroi del lavoro l’unica risorsa che abbiamo per poter salvaguardare la loro preziosa vita è quella di costruire un immensa catena umana e andare a Roma presso il Ministero degli Esteri per stimolare, in modo forte, il Governo ad uscire dall’incuria e dall’abbandono con cui si è caratterizzato in tutto la vicenda.

L’altro elemento che ha segnato questo periodo, è stato il provvedimento di sequestro presso il sito dei pescatori a Marina Chiaiolella con l’imputazione di inquinamento ambientale. E qui casca l’asino! Finalmente sono stati scoperti gli untori, i responsabili del degrado che ha contaminato la meravigliosa contrada, Suvvia, basta scherzare!

Certamente anche loro hanno praticato una pessima educazione ambientale ma di ben altro spessore è il degrado complessivo e le gravi responsabilità che ne conseguono. In tal senso, in tutta la sua entità, la situazione reale con seri rischi per la salute dei cittadini, è stata esposta con chiarezza dal Corriere del Mezzogiorno (6 agosto 2011) contraddicendo lo strabismo a volte codardo a volte complice di chi dovrebbe monitorare ed affrontare il fenomeno.

A questo punto sorge un dubbio cioè che forse è in atto la desertificazione ed annullamento di uno degli elementi storici e fondanti dell’economia locale, la pesca, per fare completamente spazio alla predate ria selvaggia e violenta. Tutto ciò in un clima sociale e politico di antica memoria come quello che mentre Roma discute Sagunto è espugnata.

Pertanto, cari concittadini, urge riprendere il viaggio della partecipazione, della salvaguardia, della legalità, dei diritti e dei doveri, della costruzione di un degno futuro per le nuove generazioni, perché si sta espandendo, giorno dopo giorno, il rischio che la nostra meravigliosa polis perda definitivamente il segno ed il significato della propria esistenza.

Comunque io credo sempre profondamente nella speranza!

Michele Romano

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