Una buona e lieta notizia, ogni tanto, rianima l’isola di Procida. Un nostro carissimo concittadino, Don Michele Autuoro, è il nuovo direttore dell’Ufficio di Cooperazione Missionaria tra le Chiese, organismo della CEI, nonché direttore generale del Missio, a norma dell’art. 7 dello Statuto interno della Fondazione.
Per me non è una sorpresa ma un giusto attestato di valutazione del profilo caratteriale, formativo e della modalità di attuazione all’impegno pastorale di questo sacerdote. Infatti, in lui, lo slancio, anzi l’ardore missionario, è una fiaccola permanente tanto da sembrare un perenne viandante che ritiene di non chiudere in tanti orticelli, il proprio status di prete che annuncia e testimonia il messaggio del Cristo, ma espanderla nelle varie dimensioni della realtà umana. In tal senso diventano significative le periodiche “fughe” nei luoghi dell’Africa e dell’Asia, mettendo, in alcuni casi, a rischio la propria salute.
Certamente con questa sua peculiarità di essere, assolverà il proprio compito, la propria azione in sintonia con lo spirito e la profondità che si trova dentro il senso dell’invito di Papa Francesco a considerare il potere come servizio e, soprattutto, per chi ha scelto la navigazione di Gesù a costruire una “ecclesia” in cui gli ultimi saranno i primi, e la lavanda dei piedi del Giovedì Santo lo sta ad indicare. Su questo, caro Michele, per quanto mi riguarda, metto le mani sul fuoco.
Ti auguro sereno e proficuo lavoro.
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