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Procida: Via Vittorio Emanuele, da strada a fuoristrada

strade rotteRivolgo a Voi questa domanda che da alcuni mesi mi rimbomba in mente ogni volta che percorro via Vittorio Emanuele (tratto San Giacomo – piazza della Repubblica) affinché, rendendola  pubblica, qualcuno mi dia l’agognata  risposta:

Com’è possibile  che  detta  strada si sia ridotta nello stato che tutti vediamo e che la stessa fine stia già  facendo la piazza appena ultimata? Possibile che chi ha seguito (o doveva seguire) i relativi lavori non abbia notato che il sistema utilizzato per fissare sia  basoli che i sanpietrini era semplicemente ridicolo! I comuni mortali come me lo capivano e già prevedevano quello che poi si è  puntualmente verificato. Cemento messo col contagocce e sistema sicuramente molto sbrigativo ma pessimo.
Non mi si dica la solita stupidaggine dei camion che passano. Il tratto nuovo di Marina Grande supporta lo stesso tipo di veicoli e pur essendo stato fatto prima è  intatto. Non voglio saperlo dai politici di allora ma dai nostri super laureati TECNICI! Queste opere sono state collaudate? E poi saranno usciti qualche volta da Procida? Se si, avranno notato che OVUNQUE la fuga della pavimentazione di queste strade  è  ricoperta di asfalto!! Non è  necessario andare lontano basta già  Pozzuoli o Ischia.
Aspetto una risposta. Gino Maiorano.

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4 commenti

  1. Caro Gino,
    sicuramente i lavori non saranno stati fatti non a “regola d’arte” come dici, ma vorrei confutare la tua affermazione “non mi si dica la stupidaggine che i camion che passano” per i seguenti motivi:
    1) durante i lavori, durati tra l’altro tantissimo tempo con enormi disagi e costi per la collettività, in fase di messa in opera della pavimentazione non ancora assestata veniva consentito quotidianamente a pesanti camion (chissà di chi) di transitare compromettendo la stabilità e stabilità dell’opera??
    2) esiste da piazza della repubblica in poi un limite di transito di 9 ton. a cui il precedente sindaco con una deroga ha consentito il passaggio “scortato dai vigili” di camion di ben altro peso, parliamo di 40-50 ton. passando più volte al giorno in entrambi i sensi di marcia. Speriamo che l’attuale sindaco revochi questa delibera consentendo il passaggio al solo camion della spazzatura essendo un servizio di pubblica utilità, che tra l’altro pesa meno dei 40-50 ton.
    3) quando passano questi camion oltre le 9 ton, tutte le abitazioni prospicenti i lati della strada vibrano, con conseguenti disagi e danni probabili alle strutture, e mi chiedo come tu hai fatto per la strada, ma i proprietari di questi immobili restano immobili, mentre le loro case vibrano???
    4) la frequenza di passaggio di quel tratto di strada è almeno doppio rispetto a quello da te paragonato della marina, e soprattutto forse non consideri la diversa velocità di transito, molto più alta, anche dei mezzi pesanti.
    Condivido con te le osservazioni che hai fatto, e le tue preoccupazioni, ho descritto dei fatti che sono facilmente riscontrabili, augurandomi la soluzione e la messa in sicurezza della strada.
    Cordialmente,
    Luigi R.

    • Caro sig. Luigi R. (che non conosco) perchè non ti firmi per esteso?
      Penso che non ci sia nulla da temere a dire la propria opinione (almeno credo!).
      Come tu stesso affermi “i lavori non sono stati farri a regola d’arte” e, quindi, per legge, l’Ente appaltante avrebbe dovuto ridurre il corrispettivo alla ditta esecutrice o obbligarla ad effettuare ulteriori lavori di adeguamento. Chi doveva vigilare? Chi era responsabile? io non lo so, ma vorrei saperlo.
      Di sicuro a pagare, come sempre saranno i cittadini in termini di disagi e in termini economci.
      L’esperienza della strada non è servita a migliorare la costruzione della piazza, che, come già si vede, l’acqua piovana sta scavando profondi solchi tra i sampietrini che presto salteranno.
      Rilevato da un sito specifico di internet:
      “La caratteristica della pavimentazione “a sampietrini” è di non essere cementata, ma solo posata e poi battuta su un letto di sabbia e/o pozzolana, questo le conferisce elasticità e capacità di adattamento al fondo stradale, ma è anche facilmente asportabile e non adatta a carichi pesanti.
      Si possono sigillare gli intersizi tra i blocchetti con una boiacca di cemento o bitume”.
      Come vedi visto i carichi che si sapeva dovevano circolare, tra cui bus e camion della spazzatura, la siffatta pavimentazione non era proprio adatta! Altro errore, chi paga?
      Gino Maiorano

  2. Alessandro Scotto di Galletta

    Ringrazio il sig. Maiorano che indirettamente ha fatto i complimenti a me e agli altri tre tecnici che hanno diretto i lavori nel tratto nuovo di Marina Grande che resiste dal 2001. Li abbiamo avuto le stesse difficoltà di traffico legate anche allo sbarco. Ma con pereseveranza e a volte con un po di pugno duro siamo riusciti ad ottenere un risultato duraturo con tecniche tradizionali; il tutto grazie anche alla ditta di Mazzella A. di Ischia che ha eseguito le opere con coscienza.
    Alessandro Scotto di Galletta (nonchè geometra)

    • Questo a riprova che quando le cose si fanno per bene i risultati positivi si vedono.
      Da tenere presente che a Marina Grande (come il geometra Alessandro Scotto G. avrà constatato meglio di me) a mezzo metro di profondità c’è già l’acqua, il che rende ancora più difficile ottenere buoni risultati. Evidentemente chi ha effettuato i lavori lo ha fatto con coscienza e professionalità.
      Gino Maiorano.

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