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Procida incontra Pietro Greco e Alex Zanotelli per votare SI.

Grazie al “Comitato per il Sì”, movimento nazionale mobilitatosi con numerose e svariate iniziative di divulgazione e di informazione in tutta Italia, riguardo i referendum che si svolgeranno nel prossimo fine settimana del 12 e 13 giugno; per chiarire i punti salienti sui quattro quesiti e le motivazioni per votare SI, si sono svolti due incontri presso la sala consiliare del comune di Procida contro la costruzione delle centrali nucleari a scopo civile, con il prof. Pietro Greco e contro la privatizzazione dell’acqua, grazie al prezioso contributo di padre Alex Zanotelli. Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore, membro del consiglio di amministrazione della Città della Scienza di Napoli, collabora a varie riviste e quotidiani e trasmissioni sia Radiofoniche come “Radio 3 scienza”, che televisive. Sulle problematiche riguardo la questione del nucleare nel nostro paese, Greco ha chiarito le motivazioni per le quali è impossibile costruire una centrale nucleare sia per ragioni economiche, organizzative che ambientali; concludendo il suo intervento con la domanda:“Non sono riusciti a risolvere il problema della spazzatura a Napoli come possono gestire una tecnologia così complessa come quella nucleare?”. Una provocazione che ha lasciato una lunga scia di riflessioni e commenti tra i presenti. Martedì la relazione di Alex Zanotelli, famosissimo “padre mediatico”, sebbene non ami apparire in televisione; conosciuto per le sue lotte per migliorare le condizioni del sud del mondo, date le sue incisive missioni soprattutto in Africa e contro la privatizzazione dell’acqua.

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Padre Alex ha incentrato la sua relazione sull’importanza dell’acqua come bene che non può avere una “rilevanza economica”, scagliandosi senza mezzi termini contro il potere e le multinazionali. Zanotelli ha una personalità rivoluzionaria e combattiva, che con ogni sua relazione riesce a scuotere le menti e lasciare un segno motivando alla lotta e a ribellione contro il “sistema” e contro la mancanza di informazione, concludendo anche lui con un importante monito: “I giovani non sono il futuro, ma sono l’unico presente che abbiamo. Noi abbiamo combinato il disastro.”

Grazie a questi due incontri gli isolani hanno preso maggiormente coscienza del loro potere decisionale e hanno acquisito la consapevolezza dell’importanza di questo referendum; soprattutto perché sono venti anni che nel nostro paese non si riesce a raggiungere il quorum.

Obiettivo ostacolato in questo caso anche dai media; infatti soprattutto in TV c’è stata poca diffusione di messaggi informativi a riguardo.

Meno male che in Italia esiste la libertà di stampa e di parola…mah!

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