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ProcidaTrasporti Marittimi: Nuovi orari un vero e proprio atto di rapina

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Peppe Giaquinto, presidente della Pro Loco di Procida, sulla questione relativa al nuovo quadro orario dei trasporti marittimi nel Golfo di Napoli in vigore dal 16 genneio.
Egr. assessore, On.le Sergio Vetrella, le faccio notare che la Caremar ancora oggi rappresenta la società pubblica di trasporto marittimo istituita per garantire le primarie necessità di mobilità alle comunità isolane. Che sia Caremar o Co.Re.Ma. quello che è certo è che la società regionale, sovvenzionata con soldi pubblici per soddisfare le necessità degli isolani, non deve esercitare solo una funzione residuale e/o marginale ma piuttosto deve essere capace di assicurare la concorrenza e la salvaguardia della continuità territoriale.
Ebbene a guardare i nuovi orari si evince che la prima corsa con traghetto da Procida per Napoli è fissata alle ore 13,30 con la soppressione di una corsa storica, delle ore 7,15 o 7,40 che sia, e che comunque consentiva il trasferimento in terraferma di lavoratori, studenti, utenti di uffici pubblici e strutture sanitarie che non intendono, in tempi di particolare crisi economica, sopportare il costo dell’aliscafo. Ugualmente viene soppressa una cinquantennale corsa da Napoli per Procida con traghetto intorno alle ore 9,00 che negli anni ha consentito a numerosi vacanzieri di visitare la nostra isola senza svenarsi con i costi notevoli dei mezzi veloci. Quello che è stato messo in atto significa semplicemente obbligare pendolari e studenti, nonché fasce deboli di utenza ospedaliera e di uffici pubblici in terraferma, di pagare circa dieci euro al giorno di andata e ritorno in aliscafo. Significa mettere ulteriormente in ginocchio l’economia turistica dell’isola che non può gioire per essere destinataria da parte dell’ente regionale di un quadro orario che pretende di incentivare l’afflusso turistico garantendo unicamente una nave che arriva a Procida intorno alle ore 12,00.
In cambio ci è stata data una corsa con traghetto per Pozzuoli alle ore 8,00 e ritorno da Pozzuoli alle ore 9,00. Ebbene, è pur vero che il collegamento con Pozzuoli in questi mesi è stato assolutamente inadeguato stante la soppressione delle corse della società Procida Lines da oltre 4 mesi e l’inadeguatezza del collegamento della società Gestur che arriva a Procida intorno alle ore 9,30 costringendo a notevoli sacrifici qualche centinaio di utenti tra operatori dell’edilizia, della scuola, dei servizi sull’isola oltre a numerosi automezzi di operatori commerciali e di rifornimento di generi di primaria necessità. Ma è pur vero che una nave che parte da Procida alle 8,00 e da Pozzuoli alle 9,00 serve ben poco per attenuare tale immenso disagio a cui fino ad oggi si è data, da parte di codesto Assessorato, attenzione pari a “zero”. Faccio presente, volendo ragionare in termini di economia di spesa, che sulla stessa tratta è previsto un aliscafo da Procida alle ore 8,10 e da Pozzuoli alle ore 8,50. Più rispondente alle esigenze più volte manifestate dall’ente locale ed associazioni del territorio sarebbe stato attivarsi per garantire una corsa da Procida per Pozzuoli intorno alle 6,00 ed una da Pozzuoli per Procida intorno alle ore 7,00.
Evidentemente il Suo assessorato ritiene che i procidani hanno l’unica necessità di fare shopping serale in terraferma visto che sono costretti a partire con il “primo traghetto “ niente poco di meno che alle 13,30 da Procida, e che gli utenti lavoratori dalla terraferma vengano a Procida per assaporare qualche ora di sole potendo raggiungere i posti di lavoro non prima delle 10,00 del mattino.
E visto che parliamo di piano orario che integra il trasporto della società pubblica con le società private, non si capisce perché “i privati” non contribuiscano a rendere meno difficile il collegamento con Pozzuoli oppure garantiscano lo scalo a Procida con la partenza da Napoli delle ore 8,30. Di contro, la Medmar ha soppresso proprio in questi giorni per cd. “ragioni tecniche” il collegamento Procida – Pozzuoli delle ore 19,30 e Pozzuoli – Procida delle ore 20,30 e le posso assicurare che rimarrà sospeso per non meno di due mesi nonostante si tratti di OSP e senza che la Regione muova un dito a riguardo. Senza contare che un passaggio in auto o autocarro con mezzo Medmar costa in media il 30% in più rispetto alle tariffe Caremar.
Come pure è inspiegabile la soppressione di un importante scalo sulla tratta Ischia – Napoli via Procida delle ore 13,50 che permetteva a lavoratori e studenti di raggiungere Procida anche con avverse condizioni meteo. Quasi a rimarcare che per favorire gli studenti di Ischia che debbono raggiungere Procida al mattino possiamo pure sopprimere un collegamento storico come quello con Napoli delle 7,40 mentre per gli studenti e gli insegnanti procidani possiamo suggerire loro di farsela a nuoto per tornare a casa.
Senza tralasciare gli innumerevoli accavallamenti di orario che si registrano nel corso della giornata, alla faccia dell’economia di spesa e gestionale con traghetti e aliscafi che partono a 10 minuti di distanza l’uno dall’altro salvo poi avere interruzioni di servizio anche di due/tre ore. Insomma un piano orario integrato di offerta di trasporto pubblico e privato che non poteva avere migliore riuscita.
Per non parlare della scorrettezza delle Strutture Operative che fanno capo all’Assessorato da Lei diretto nei confronti di tutti i Soggetti, istituzionali ed associativi, tenuti finora all’oscuro delle nuove decisioni adottate in merito alla variazione di un Piano Orario relativo a Servizi Minimi essenziali per la vita delle popolazioni del Golfo di Napoli.
E allora, caro assessore, o Lei ha preso un abbaglio e può essere operoso ravvedersi, oppure è vittima di pressioni politiche di “una certa forza” e allora Le consiglio di dimettersi per non tradire il suo mandato di tutore degli interessi delle comunità che amministra.
Per quanto riguarda la Pro Loco Procida, ci riserviamo l’eventuale esercizio di azioni collettive inibitorie e/o di responsabilità di atti e comportamenti eventualmente lesivi degli interessi e dei diritti dei cittadini – utenti oltre a promuovere iniziative di mobilitazione.

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