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Sanità a Procida: l’Ufficio Speciale Ispettivo Sanitario e Socio-Sanitario costituito da De Luca indaghi sulla morte della bimba procidana

PROCIDA – La sanità procidana, con le tante (troppe) problematiche ad essa connessa nonostante le ingenti energie e risorse, anche economiche, profuse sul territorio, continua ad essere al centro del confronto politico, dell’interesse dei cittadini, dei media e delle associazioni.

Da questo punto di vista, il Tribunale per i Diritti del Malato Cittadinanzattiva, attraverso il coordinatore Aniello Scotto di Santolo, dopo la riunione tenutasi lo scorso 20 gennaio presso la sala “V. Parascandola” del Comune, in una nota ha richiesto alla Presidenza della Giunta della Regione Campania, l’apertura di una indagine, da parte dell’Ufficio Speciale Ispettivo Sanitario e Socio-Sanitario, istituito dall’attuale Presidente, On.le Vincenzo De Luca, sulla morte della piccola Tea.

La richiesta di Aniello Scotto di Santolo è tesa a verificare: “Se nel Piano Processi dell’ASL NA2 Nord, sia stato determinato il protocollo di attività per l’accesso al Pronto Soccorso; Se nel caso di mancanza di tale definizione, non si intraveda negligenza da parte della Direzione Generale dell’ASL NA2Nord; se tale processo, qualora definito dall’ASL, sia stato rispettato nel caso in questione; Se tale processo non fosse stato rispettato, si chiede, se non si intraveda negligenza da parte della Direzione del DEA di riferimento (Pozzuoli) nel non aver imposto il rispetto di tali determinazioni agli operatori del P.S. di Procida.

Tale richiesta – continua Aniello Scotto – viene fatta non solo per individuare eventuali negligenze, ma soprattutto per evitare che in futuro non avvengano più tali incidenti.

Ci risulta che pur avendo il Presidio di Procida un Laboratorio di analisi attivo 24 ore su 24, nel caso in questione, all’accesso della bimba al Pronto Soccorso, non è stato effettuato alcun prelievo di sangue per poter confermare una diagnosi clinica con una diagnosi strumentale, e in caso positivo procedere al trasferimento della bimba in Ospedale di competenza.

Si ricorda –conclude Aniello Scotto di Santolo –  che nel 1999, un caso simile capitato al “Rizzoli” di Ischia, provocò da parte dell’Assessore Regionale alla Sanità, On.le Teresa Armato, la revoca dell’incarico al Direttore Generale dell’ASL NA2”.

Proprio per quanto riguarda l’ospedale dell’isola di Graziella, dopo il recente piano aziendale approvato dall’ASL NA 2 Nord, l’assessore Antonio Carannante, che ha seguito e curato per l’Amministrazione il ricorso, vinto, contro il Piano Ospedaliero formulato dal Commissario Polimeni dice: «Con grande rammarico, apprendiamo che l’ASL, con la delibera n. 35 del 19.01.2017, se ne infischia dell’ultima sentenza del TAR Campania-Napoli del 23 novembre scorso che aveva dichiarato illegittimo il Piano Ospedaliero laddove prevedeva la soppressione del Pronto Soccorso h24.  Tale condotta è ancor più grave sotto il profilo istituzionale in quanto giunge a seguito di un incontro tenuto martedì scorso in Regione tra il Sindaco di Procida, l’On.le Coscioni e il dott. D’Amore dell’ASL a termine del quale si era deciso tutti insieme di istituire un tavolo per il futuro del presidio ospedaliero di Procida. Un atto, che oltre ad essere in spregio a quanto sancito dall’Autorità giudiziaria, è gravemente scorretto sotto il profilo istituzionale. Un vero e proprio schiaffo alla disponibilità all’interlocuzione che l’Amministrazione comunale ha sempre mostrato nelle sedi competenti, dalle gravi ripercussioni politiche e non. Anche sotto il profilo giuridico – continua Carannante -la delibera adottata dall’ASL è inaccettabile e non può che essere vista come un atto di arroganza. Difatti, anche in pendenza di un eventuale (e, a questo punto, imminente) appello al Consiglio di Stato, la sentenza del TAR è pienamente esecutiva, salvo eventuale sospensiva di quest’ultima. Questo è il triste scenario in cui ci troviamo a muoverci e dove i nostri interlocutori istituzionali agiscono in spregio al diritto e agli impegni assunti: altro che politica debole da parte dell’amministrazione comunale. Da parte nostra non ci saranno incitazioni da stadio, ma una cosa è certa, il Comune di Procida agirà senza indugio in tutte le sedi competenti per tutelare il diritto alla salute dei procidani, inoltre prende atto di tutto quanto sopra e compie le proprie considerazioni politiche. Immediatamente – conclude l’Assessore Carannante – abbiamo diffidato l’ASL – per tramite l’Avv. Gherardo Marone – e incaricato quest’ultimo per proporre ulteriore ricorso al TAR. La delibera dell’ASL, vista la suddetta sentenza, è un atto illegittimo e quindi andrà annullato. Daremo battaglia. Il presidio di pronto soccorso non va messo in discussione».

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