Verdone “Procidano” tra ricordi e speranze.

verdone procida

Un Carlo Verdone a trecentosessanta gradi e senza peli sulla lingua quello che incontra, lo scorso 6 ottobre, fan e giornalisti nella hall del cine-teatro “Procida Hall” poco prima di salire sul palco e ricevere il premio “Complice d’Autore” in occasione della XXVI edizione del Premio Letterario “Procida Isola di Arturo – Elsa Morante”.

“Dopo un periodo di intenso lavoro – dice Verdone – con le riprese del nuovo film di Paolo Sorrentino “La grande bellezza” e l’uscita del libro “La Casa sopra i portici” edito da Bompiani, mi godo questo premio a Procida, isola dove ritorno con piacere dopo esservi giunto più volte nel passato con gli amici a mangiare il pesce nei locali lungo la costa, e che ha saputo ispirare tanti artisti e uomini e donne di cultura tra i quali, non a casa, Elsa Morante che qui scrisse “L’isola di Arturo”, libro che rappresenta uno dei capolavori della letteratura italiana.”

A proposito di ispiratori, quanto ha contato la figura di Mario Verdone nella sua carriera?

Mio padre ha contato moltissimo formando, con mia madre, una grande famiglia che ho raccontato nel mio libro “La casa sopra i portici”. Papà ha trasmesso a tutti noi l’amore per l’arte e il desiderio che continuassimo gli studi fino alla laurea, tutto questo senza mai alzare un dito per raccomandarci, nonostante la sua posizione, ma dandoci la possibilità di sviluppare le nostre passioni. Ricordo che con lui ho viaggiato tanto ed andavamo al cinema due volte a settimana, in modo particolare ad attirarlo erano i film western. Chissà sarà per questo che poi ho continuato in questo campo.

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