L’inizio del nuovo anno scolastico è propizio per sviluppare qualche riflessione su questo importantissimo settore della società. A tal proposito pongo, all’attenzione di tutti, un punto che, progressivamente in questi anni, in parte, ha condotto verso una dimensione marginale tale Istituzione, cioè la perniciosa conflittualità tra scuola di massa e scuola di cultura. Ciò è accaduto perché si è insinuata la stoltezza che per le masse una certa tradizione letteraria, storica, artistica e filosofica era da rottamare perché costituiva un insormontabile ostacolo per la loro emancipazione. Una mentalità più sciagurata non poteva manifestarsi perché una profonda lettura storica, al contrario, mette in risalto che quella tradizione è stata una muraglia cinese contro gli imperativi categorici e troppo spesso aggressivi della politica, dell’economia, del mercato del lavoro.
Nel momento in cui ha smarrito questa corazza, la nostra scuola è andata in balia della burocrazia, delle mode e dell’illusione di configurare e gestire i singoli istituti scolastici come aziende private.
