Nell’ultimo Consiglio Comunale, per la prima volta, si è realizzato un comune accordo fra la timida opposizione e la variegata maggioranza. Questo fatto importante, seppur sfuggito a buona parte dei cittadini, rappresenta un segnale importantissimo che ci induce tutti a riflettere.
In Comune è in stato dichiarato di predissesto e questo porterà i nostri amministratori ad adottare misure fiscali in materia di tributi comunali dolorosissime per i cittadini. A Procida, com’è noto, non ci sono partiti dichiarati ma solo lobby che badano ai loro interessi, con una pressione fiscale che è al di sopra del 50%. Tutte le liste civiche che si sono fronteggiate nelle oramai elezioni comunali del 2010 evidenziano nei loro logos Procida come bene primario da salvaguardare. Per uscire da questa drammatica situazione non resta che mettere in cantiere politiche di larghe intese. Ciò comporta che vari capi e capetti che si spartiscono il potere si mettano a tavolino per tracciare un programma nel primario interesse dei procidani.
In primo luogo bisogna cercare di ridurre gli sprechi e non svendere ai soliti noti quel che resta del patrimonio comunale, così come bisogna rendere trasparente ai cittadini il bilancio comunale in modo tale che ognuno sappia cosa ci aspetta. Da questo punto di vista, maggioranza e minoranza, devono prendere spunto da quello che sta accadendo a Roma, dove si va verso un governo di programma fra forze diverse tra di loro, che negli anni si sono scambiati colpi bassi tremendi, ma che oggi hanno compreso l’antifona e si sono accordati su pochi punti di interesse nazionale.
