Devo esprimere i miei più sinceri e profondi complimenti al caro dott. Giacomo Retaggio che, con la nota ed acuta sagacia di narratore ed intenso amante della propria terra, invita sia chi ha responsabilità amministrativa e politica sia l’intera cittadinanza ad appassionarsi seriamente e con convinta partecipazione al destino prossimo e futuro di Procida. L’analisi fatta dal nostre illustre concittadino sulla situazione inerente alla acquisizione, da parte del Comune, dell’ampia struttura dell’ex carcere di Terra Murata, certamente un patrimonio rilevante della storia locale e uno dei punti cardine insieme all’isolotto di Vivara su cui eventualmente si potrebbe ipotizzare uno sviluppo sostenibile del territorio, possiede il pregio terapeutico di scremare tutte le scorie demagogiche, narcisistiche ed opportunistiche che troppo spesso ha condotto il Paese a naufragare nel mare del Nulla. Infatti il presentare, senza fronzoli e preamboli, la realtà nuda e cruda dello stato delle cose, vuole costituire un approccio pedagogico non costruire castelli in aria, a fomentare illusioni che possono condurre a delusioni fortemente frustranti per l’ambiente. Ma, a questo ineccepibile intervento del dott. Retaggio, vorrei aggiungere, umilmente, una proposta, fondata sull’idea che non bisogna mai uccidere la speranza, che è la fonte cui si abbevera la vita umana.
