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Trasporti Marittimi: In attesa dell’audizione della IV Commissione

Caro On. Presidente de Siano, On. Cons. Regionali della IV Comm.ne

non so se e quando l’Ass. Vetrella ci consentirà di poterci confrontare con le Sue scelte circa il dopo Caremar, scelte che continuo a considerare scellerate; né mi pare ci siano sull’argomento tensioni tali da far temere un conflitto di posizioni e/o una crisi politica dal momento che tutti i gruppi consiliari, di cui Voi siete parte, sono da tempo, da troppo tempo, silenti!. Eppure il problema è serio e merita una V/ riflessione attenta e, in attesa, Vi invito a riflettere sulle considerazioni fatte dal sindaco USLAC – UNCDiM a firma del Cap. Sup. Macchine Umberto Maltese che condivido pienamente ed a pensare che la privatizzazione della Caremar ha bisogno di una soluzione politica prima ancora di una sentenza giudiziaria.

In più, da parte mia  ( e dell’Ass.ne che qui rappresento) dico subito che non abbiamo mai apprezzato il modo come l’Assessorato e la Regione abbiano gestito la mobilità marittima a far data dall’approvazione della legge regionale 3/2002 che, pur essendo un capolavoro di contenuti e di democrazia, è rimasta inapplicata nel Golfo di Napoli, dove l’applicazione di detta legge è ancora al palo e le regole di gestione vengono costantemente dettate dalle circostanze spesso create dai privati armatori piuttosto che derivare dall’applicazione puntuale di un dettato legislativo.

 

E, nel campo specifico, cioè nella scelta del dopo Caremar, abbiamo la conferma di ciò che la demagogia e l’arroganza istituzionale siano capaci di produrre; basti pensare alla confusione creata ad arte sulla privatizzazione/liberalizzazione ed a come è stato mortificato il ruolo di un consesso istituzionale – quello consiliare della IV Commissione – ma anche quello dell’Acam e delle istituzioni locali – quando qualcuno ha deciso di ignorane gli atti e/o di estromettere dalle decisioni chi ne aveva titolo.

 

E’ in tutto ciò la responsabilità di quanto oggi accade oggi nel Golfo di Napoli dove vige, e da tempo, un Cartello mai avversato che provoca la monopolizzato del mercato e la lottizzazione degli accosti, dove non c’è stato mai una gara per i servizi OSP diurni, dove i privati armatori fanno il bello ed il cattivo tempo e per i loro scopi alzano sempre di più il tiro approfittando dei famigerati atti di sottomissione e non mancano di ricorrere alle serrate mai opportunamente avversate; dove la struttura pubblica Caremar non è più in grado di dare quei servizi a cui è tenuto per tener fede ad un impegno che viene dalla lontana ma giustamente ancora vigente legge 169/75.

Chi ha deciso e con quale legittimità un dopo Caremar al 100% privato, di cui la gara avviata, pur in presenza di atti che scaturiscono dalla Finanziaria del 2009 che chiede la costituzione della Co.Re. Ma. ( società al 51% pubblica )?

Chi  si ostina ad ignorare di un illecito istituzionale che è rappresentato dalla delibera di GR 444 del 9 agosto 2011  che dà l’avvio alla privatizzazione al 100% in netto contrasto con la volontà espressa dal Consiglio Regionale?

Quali sono i motivi che rendono inattivi la IV Commissione e l’intero Consiglio ?

Chi ha portato al fallimento la Caremar? E l’ente proprietario/ la Regione che ha fatto per rilanciarla negli indirizzi e nella gestione soprattutto quando Caremar si è permesso il lusso di portare a morire aliscafi e navi  nei momenti di maggiore esigenza, se non altro per fare soldi?

Chi ha deciso il Piano dei Servizi OSP e quelli Caremar in contrasto con le esigenze espresse dagli  enti locali, sottraendo anche all’uso pubblico l’approdo di Mergellina e linee  per far ivi avanzare servizi residuali a costo maggiorati su tratte essenziali per esigenze di lavoro?

L’estromissione dei Comuni dagli indirizzi di fondo ed oggi anche dalla gestione, le demagogiche affermazioni negli atti deliberativi regionali circa le politiche tariffarie e l’istituzione dell’Unico terra- mare e del tanto decantato carnet che non si sono mai visti e l’ annullamento di qualsiasi forma di democrazia partecipativa ai sensi dell’art. 29 della citata legge regionale 3/2002 sono tra le cause di fondo di uno stato degenerativo e di malessere che oggi il vive il settore, a cui occorre porre rimedio; a cui la IV Commissione è chiamata a fare la sua parte!

Il Decreto Dirigenziale dell’ AGC 14 n.202 del 12/07/ 2012 attivazione della procedura ristretta per la privatizzazione, …. “  va ritirato e con esso tutti gli atti consequenziali.

Sulla questione è urgente una V/ presa di posizione,  della IV Commissione Regionale, per evitare di sommare danno a danno poiché tutti gli atti finora fatti per la privatizzazione sono privi di legittimità  per falso presupposto essendo in contrasto con quanto la Regione ha deliberato in merito ai criteri di privatizzazione e tutti entrano in conflitto con la volontà espressa dal Consiglio Regionale nella Finanziaria del 2009 che istituisce “… la Compagnia Regionale Marittima spa CoReMa. … “  deputata  a svolgere il servizio di cabotaggio marittimo nel Golfo di Napoli in sostituzione della Caremar. Successivamente, in data 3 nov. ’09,  la Regione Campania ribadisce la propria volontà sopra espressa nell’Accordo di Programma  “  tra il Governo, la Regione Campania e la Regione Lazio  per la regolamentazione del servizio pubblico di cabotaggio marittimo regionale “.  In esso è chiaramente  scritto che l’impegno di privatizzazione  può avvenire  “ anche  attraverso la costituzione di società a capitale misto pubblico-privato con scelta del socio privato mediante procedura ad evidenza pubblica trasparente, concorrenziale e non discriminatoria “ ; e va ricordato che l’art. 19- ter  del Decreto Legge 135 del 25 sett. del 2009  – legge di conversione 166 del 20 novembre 2009  a cui si richiama il decreto dirigenziale del bando di gara 202/2012 – parla di procedura per la privatizzazione che può “ riguardare sia l’affidamento dei servizi marittimi sia l’apertura del capitale ad un socio privato”, dilemma mai affrontato dal Consiglio Regionale!.

 

Ma va anche sottolineato che detta delibera è in contrasto con la recente pronuncia della Corte Costituzionale ) 199/2012  che – richiamando i risultati referendari del 12 e 13 giugno 2011 – boccia ogni ipotesi di privatizzazione dei servizi pubblici locali ed anche ogni limite economico per gli affidamenti in house.

 

In uno con la petizione popolare contro la privatizzazione della Caremar, a cura del Coordinamento per i diritti delle isole del Golfo di Napoli, noi dell’Autmare ribadiamo la necessità

–         del potenziamento del servizio pubblico caremar  e, in attesa della sua definizione, dell’ assegnazione ad essa dei servizi minimi essenziali (  corse lavorative, corse scolastiche, corse approvvigionamenti anche energetici, corse per lo smaltimento dei Rifiuti . corse  sociali, ..) ;

–         dell’azzeramento dell’attuale Piano dei servizi e della ridefinizione del piano Caremar,  in uno con  l’ente locale e con gli utenti ed il mondo sindacale;

–         della ridefinizione del piano tariffario sviluppando nuovi titoli e regole per i residenti e per il pendolarismo  lavorativo e studentesco; che siano compatibili con le esigenze di mobilità per lo sviluppo;

–          dell’assegnazione delle linee non in house mediante gare per sviluppare competizione qualitativa e tariffaria ed anche ai fini della sicurezza, anche sui servizi residuali previa modifica del Regolamento di assegnazione. Cordiali saluti,  Nicola Lamonica/ autmare

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