SVEGLIAAAAA…

Di Giuseppe Giaquinto
PROCIDA – La disavventura capitata alla nave Caremar ieri sera dimostra, ancora una volta, non solo l’ urgenza di escavo del porto di Marina Grande ma la necessità di garantire al territorio la dovuta attenzione per quelle che sono le infrastrutture necessarie ad accogliere in sicurezza milioni di visitatori.
Nel 2009 la stessa nave “NAIADE” della società CAREMAR, si adagiò sul fondale sabbioso del lato di levante del porto nel corso delle routinarie manovre di evoluzione in uscita.
Successivamente incidenti simili sono capitati ad altri mezzi della Caremar, alla Gestour e alla Medmar con danni alle unità navali. Tutti causati dalla scarsa sicurezza del porto di Procida e dai fondali sabbiosi bassi in molti punti. Ma nonostante gli uffici regionali da oltre un decennio hanno provveduto a classificare il porto di Marina Grande Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.), niente di concreto è stato fatto per fare entrare e manovrare le navi in sicurezza e garantire imbarco e sbarco ai passeggeri.
Tante le note che giacciono nei cassetti della Regione Campania da parte di Caremar, Gestour, Medmar, Comune di Procida dove si evidenziano diverse problematiche di governo registrate dai comandanti delle unità scalanti Procida, con mirato riguardo alla presenza di fondali, in specie sui fasci laterali di ormeggio in porto, estremamente ridotti.
E allora, cara Regione Campania, il tempo della manciata di coriandoli, la programmazione di lustrini e pailettes non servono se non si garantiscono all’isola di Procida una sanità adeguata e funzionante e trasporti efficienti e sicuri.
Un doveroso grazie da parte mia va agli ormeggiatori presenti sul porto e a quanti si sono prodigati per la buona riuscita delle operazioni.

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