Nel periodo dal 9 al 16 agosto scorsi gli alberghi italiani hanno registrato, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, un aumento dell’1% degli arrivi e una diminuzione dell’1,9% delle giornate di presenza. La clientela italiana ha registrato, nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, un calo dell’1,9% negli arrivi e del 4,8% nelle presenze; per quella straniera, invece, vi sono state variazioni positive sia degli arrivi (5,4%) sia delle giornate di presenza (5%).
“Emerge un dato – afferma Filippo Donati, Presidente Asshotel – in tutta la sua drammaticità: i fatturati delle imprese alberghiere si sono ulteriormente assottigliati di un 12-16%. In Italia si continua ad assistere ad un basso tasso di utilizzo delle camere d’albergo, unito ad un elevato indice di stagionalità, particolarmente accentuato nel Mezzogiorno, con punte in Calabria e Sardegna. La caduta della redditività delle imprese alberghiere contribuisce a mettere in seria difficoltà un numero crescente di piccole e medie imprese di filiera in tutta Italia”.
“Mentre infatti gli stranieri continuano a venire nel nostro Paese comprimendo la durata della permanenza – sottolinea Filippo Donati – gli italiani sono costretti a stringere la cinghia e, sempre più spesso, a rinunciare anche a qualche giorno in albergo. Stiamo parlando oltretutto di un periodo “caldo”, quello preso in considerazione dall’istituto di statistica, vale a dire della settimana a cavallo di ferragosto, che dovrebbe essere l’unico a fornire un quadro positivo dei movimenti turistici. A fronte di un dato di questo tipo, è facile immaginare quale sia stato l’andamento durante il resto della stagione estiva.
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