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Il cardinal Bertone e i sacrifici (degli altri)

In questo momento di forte crisi per l’Italia per la quale il governo Monti sta mettendo in atto una manovra “lacrime e sangue” che peserà di più sul cittadino comune che ha sempre pagato le tasse, stride il commento del cardinale Tarcisio Bertone.

Un commento sprezzante e imbarazzante che contrasta anche con il solidarismo della chiesa cattolica. Vi proponiamo a tal proposito l’articolo di Paolo Madron.

Difficile, anche a distanza di un giorno, mitigare quel misto di fastidio e irritazione provato di fronte al commento del cardinal Tarcisio Bertone sulla manovra. Quella frase «i sacrifici fanno parte della vita», buttata lì con laconica indifferenza, colpisce per crudezza e distacco.
Come se le condizioni di vita di milioni di cittadini, che dai recenti provvedimenti del governo Monti vengono ulteriormente gravate, non lo riguardassero.
LA CASTA DEL CARDINALE. In barba alla maggiore equità chiesta al governo dai vescovi, e al fatto che la Chiesa ha sempre fatto del senso di giustizia sociale un punto fermo della sua dottrina.
Così dicendo, Bertone si iscrive di diritto a quella Casta da cui evidentemente non soltanto la politica è affetta. È un commento imbarazzante, fuori luogo, frettolosamente liquidatorio di una questione che certo avrebbe meritato ben altra sensibilità.
È anche la spia di un supremo disinteresse, nemmeno più dissimulato dalle parole di circostanza solitamente pronunciate per trasmettere un senso di finta partecipazione. Quelle dichiarazioni generiche, ammantate dall’ ovvio, che però sorreggono il gioco delle parti e tacitano la coscienza. Là dove la Chiesa, per statuto e missione, deve comunque stare dalla parte dei più deboli e indifesi.

ZITTI E MOSCA. No, Bertone non finge nemmeno. Il suo «i sacrifici fanno parte della vita» è un invito a subirli senza fare storie, ad abbassare la testa di fronte alla loro ineluttabilità. E a non protestare.
Il tono ricorda quello della frase di Maria Antonietta (anche se sappiamo che l’attribuzione è un falso) che di fronte alla richiesta di pane proveniente dal popolo invitava i suoi servitori a distribuire brioches.
Come si permettono i pensionati di protestare, i giovani a non voler pagare il prezzo di questa recessione, le massaie a lamentarsi del prezzo della spesa. Zitti e mosca, che i sacrifici fanno parte della vita. Al segretario di Stato non importa se pesano sempre sugli stessi.

NEMMENO LA SOLIDARIETA’. Sarebbe bastato poco, una parola in più, un accenno di comprensione, una raccomandazione al governo affinché mitigasse la mano pesante sulle fasce meno protette.
Invece niente. In questa, come in altre occasioni, quanti si aspettavano un pronunciamento della Chiesa ispirato al suo magistero sono rimasti delusi.
Così come Bertone non disse una parola sulla deriva morale del berlusconismo, ora il cardinale non offre nemmeno la sua solidarietà ai più deboli.
Una scelta che fa rumore, ed evoca patti scellerati: forse che l’esenzione dall’Ici per i beni ecclesiastici e i copiosi finanziamenti alle scuole cattoliche valgono il prezzo di questo silenzio?

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