Procida. Quei dubbi che aleggiano sul paradiso che non può più attendere

(IL Golfo)

I lavori al ponte di Vivara, più o meno come da contratto, insieme a quelli di manutenzione del tratto di strada di Santa Margherita che collega l’isolotto a Procida, sono praticamente conclusi anche se non mancano “particolari” costruttivi che potevano, crediamo, essere eseguiti con maggiore cura.

Come si può notare dal servizio fotografico allegato, la parte conclusiva del camminamento del ponte, proprio nella parte che lo collega a Vivara, a fronte della eliminazione di una scaletta laterale è stato costruito un vero e proprio “sarcofago” completamente in cemento armato.
Non solo è brutto da vedersi  ma non se ne comprende francamente l’utilità. La domanda ovvia che ci poniamo, è se, in una zona di particolare pregio ambientale, naturalistico e paesistico, era il caso di realizzare un intervento, seppur parziale, con quelle caratteristiche.
Ma esiste un direttore dei lavori? Qualcuno che verifichi cosa fanno le imprese?
Dal risultato, come dice il vecchio adagio: “o non c’era nessuno oppure, se c’era, doveva essere immerso, e distratto, dal guardare il panorama mozzafiato che si gode da quella posizione”.
E la Soprintendenza ai Beni Culturali, di solito attenta anche agli interventi più insignificanti, si adopererà per rendere più decorosa l’opera?
Ultima cosa riguarda il collaudo. Da notizie raccolte, infatti, sembra che a Procida molte delle opere realizzate sul demanio marittimo, vedi alcuni costoni, ad esempio, siano ancora, in alcuni casi anche dopo diversi anni, in attesa di questa verifica tecnica amministrativa necessaria per la piena funzionalità delle opere. Speriamo che gli uffici competenti si attivino al più presto in questo, come in altre situazioni. Auspichiamo pertanto che il ponte venga collaudato al più presto, facendo in modo che da semplice porta tubi il ponte possa essere utilizzato anche come passaggio pedonale.
A completae l’opera resta lo spostamento (come da progetto del Comune di Procida) del cancello che chiude l’accesso all’isola e che è stato anche ridipinto di recente. O vuoi vedere che non verrà più spostato?
E “last but not least”: a quando poi la riapertura di Vivara al pubblico?

Ahinoi tutto lascia presagire, purtroppo, che anche per questo 2011, l’isolotto di Vivara potrà costituire solo un ottimo sfondo per le fotografi e e nulla più.

Servizio fotografico realizzato in occasione di una visita al ponte accompagnati dalla LIPU PROCIDA 


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