A Procida Cu Dante
A Procida Cu Dante

“A Procida Cu’ Dante”, sabato 29 al Casale Vascello

Armando De Martino Giorgio Carandente
Armando De Martino Giorgio Carandente

“A Procida Cu’ Dante”, un esperimento culturale, per raccontare l’attualità, attraverso la Divina Commedia. 

Periferie napoletane, da Pianura a Scampia, che lottano per la propria emancipazione culturale a Procida al centro del riferimento nazionale della cultura, insieme per lo spettacolo “A Procida Cu’ Dante”, dello scrittore, poeta e saggista napoletano Armando De Martino che dopo il successo ottenuto nella prima uscita nel suggestivo Parco WWF degli Astroni porta sabato 29 ottobre, alle ore 17:00, Dante in lingua napoletana a Procida, nella meravigliosa cornice di Casale Vascello, per un evento fortemente voluto dall’AssessoreLeonardo Costagliola e accolto nel programma di Procida Capitale della Cultura 2022. Una rete territoriale, che parte dal progetto vincente de “Il Corriere di Pianura” periodico in di informazione locale fondato oltre vent’anni fa, riferimento di un territorio spesso alla ribalta per notizie di cronaca nera ed ente morale del Comune di Napoli ed un esperimento culturale, che ha saputo costruire un ponte sociale fra territori, che ruota intorno all’arte per raccontare, attraverso la Commedia il nostro tempo. «Il titolo del lavoro, intende sottolineare che esso nasce “Con Dante”; in questo senso me ne servo, ricorrendo ai canti più importanti, per parlare dell’attualità – spiega De Martino – Dal bullismo e l’omofobia, affrontati attraverso la vicenda di Pier delle Vigne, all’amore virtuale dei nostri giorni contrapposto alla vicenda di Paolo e Francesca, alle invettive sulla ‘Serva Italia’, paese senza meritocrazia e in mano alle lobby». Nato come monologo è diventato un dialogo, sviluppato insieme all’attore Giorgio Carandente, alle ballerine della scuola Progetto Danza di Cinzia Di Napoli, all’accompagnamento musicale a cura del Liceo Musicale “Melissa Bassi” di Scampia (con Cristian Esposito e Luigi Lattuca al pianoforte e Gennaro Gargiulo e Davide Brusciano al violino). La direzione artistica è di Antonio Longobardo, quella tecnica di Crescenzo Basso. La supervisione è di Giulia Supino.

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