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Clamorosa vittoria dell’avv. Bruno Molinaro: la Corte di Appello di Napoli ha sospeso l’abbattimento della casetta di Elisabeth


di Gennaro Savio

La Corte di Appello di Napoli ha sospeso la demolizione della casetta di appena 20 mq. di Elisabeth, la donna di Procida vedova, povera e disoccupata che da anni vive con l’incubo della demolizione della sua modestissima dimora. Ad ottenere questo incredibile e al tempo stesso straordinario risultato è stato l’Avvocato Bruno Molinaro che il 20 marzo scorso aveva presentato l’istanza di sospensione che è stata ottenuta sino alla definizione del ricorso proposto innanzi alla Corte Suprema di Cassazione.

Tecnicamente, come ci ha spiegato l’Avvocato Bruno Molinaro, la vicenda giudiziaria può essere così sintetizzata. “A suo tempo è stato proposto un incidente di esecuzione alla Corte di Appello di Napoli, basato sostanzialmente su due motivi. Il primo motivo di censura fonda sulla carenza di potere dell’Autorità Giudiziaria perché, pur vertendosi in materia di esecuzione di un ordine giudiziale di demolizione, l’imputata risulta essere stata condannata anche per violazione della normativa antisismica. In tale ipotesi, secondo alcune decisioni della Suprema Corte, l’esecuzione deve essere curata dall’Ufficio del Genio Civile e non dal Pubblico Ministero. Né, in ogni caso, è consentito alla Procura delegare al Comune la materiale attività di demolizione, prerogativa – questa – della sola Autorità Giudiziaria, come prevede l’art. 665 dl codice di procedura penale.

Diversamente opinando, il Sindaco o – se si vuole – il dirigente dell’ufficio tecnico si trasformerebbe in Pubblico Ministero e questo non è possibile.

Di qui il denunziato vizio di carenza di potere, avendo, nella specie, la Procura Generale delegato al Comune di Procida l’esecuzione dell’ordine di abbattimento.

Il secondo motivo di censura denuncia una disparità di trattamento rispetto a migliaia di casi analoghi e, più in particolare, la violazione dell’art. 97 della Costituzione, noma che, secondo la Corte Costituzionale, è applicabile non solo alla Pubblica Amministrazione ma anche agli organi giurisdizionali allorquando si occupano di attività amministrative ancorché preordinate all’esercizio della giurisdizione. E attività amministrativa, sia pure strumentale all’esecuzione dell’ordine di demolizione giudiziale, è senza dubbio quella del Pubblico Ministero riguardante la scelta dei criteri (il tempo del commesso reato, le caratteristiche dimensionali dell’abuso, la sua gravità e il “vulnus” arrecato al vincolo di tutela, l’allarme sociale conseguente alla privazione dell’alloggio, ecc.) da osservare nello svolgimento della attività esecutiva. La Corte di Appello, in una prima fase processuale, ha accordato la sospensione dell’esecuzione. Successivamente, l’ha revocata.
Avverso tale provvedimento, è stato da ultimo proposto – come detto – ricorso per cassazione e, contemporaneamente, è stata nuovamente chiesta la sospensione dell’esecuzione, così come prevede il codice di procedura penale, RICORRENDO GRAVI MOTIVI, stante, appunto, la pendenza del ricorso e la non definitività della decisione. All’udienza camerale odierna è stata discussa l’istanza cautelare di sospensione e la Corte di Appello l’ha accolta per i motivi sopra esplicitati”. Sin qui la sintesi illustrataci dall’Avv. Molinaro.

E pensare che la casa di Elisabeth sarebbe dovuta già essere rasa al suolo nei giorni scorsi quando al piccolissimo immobile di via Morea era stata staccata l’acqua. Acqua che poche ore dopo era stata riallacciata a seguito delle vibrate proteste sollevate nel corso di un’assemblea popolare organizzata a Procida dal  Movimento di lotta unificato a sostegno del  diritto alla casa della regione Campania guidato da Domenico Savio. Movimento di lotta  che proprio mercoledì scorso era sceso per l’ennesima volta in piazza per solidarizzare con Elisabeth e condannare con forza gli abbattimenti delle prime case di necessità e chiedere che ad essere abbattuta sia la speculazione edilizia affaristica e camorristica.

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2 commenti

  1. Tra qualche mese siamo punto e daccapo. Cmq bravi a tutti quelli che si stanno prodigando per l signora Elisabeth. Volevo sapere una cosa da chi conosce i fatti: visto che la signora e’ indigente, come fa a pagare l’avv Molinaro?

  2. PROPONGO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PROCIDA

    DI NOMINARE L’AVV.MOLINARO “CITTADINO ONORARIO ”

    per il suo grandissimo impegno in difesa di una degnissima cittadina e per l’alto esempio di ” difensore civico ” per il diritto inalienabile di ogni persona ad avere una abitazione dignitosa,in special modo,per i più bisognosi,come il caso in oggetto.

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