di Gennaro Savio
La Corte di Appello di Napoli ha sospeso la demolizione della casetta di appena 20 mq. di Elisabeth, la donna di Procida vedova, povera e disoccupata che da anni vive con l’incubo della demolizione della sua modestissima dimora. Ad ottenere questo incredibile e al tempo stesso straordinario risultato è stato l’Avvocato Bruno Molinaro che il 20 marzo scorso aveva presentato l’istanza di sospensione che è stata ottenuta sino alla definizione del ricorso proposto innanzi alla Corte Suprema di Cassazione.
Tecnicamente, come ci ha spiegato l’Avvocato Bruno Molinaro, la vicenda giudiziaria può essere così sintetizzata. “A suo tempo è stato proposto un incidente di esecuzione alla Corte di Appello di Napoli, basato sostanzialmente su due motivi. Il primo motivo di censura fonda sulla carenza di potere dell’Autorità Giudiziaria perché, pur vertendosi in materia di esecuzione di un ordine giudiziale di demolizione, l’imputata risulta essere stata condannata anche per violazione della normativa antisismica. In tale ipotesi, secondo alcune decisioni della Suprema Corte, l’esecuzione deve essere curata dall’Ufficio del Genio Civile e non dal Pubblico Ministero. Né, in ogni caso, è consentito alla Procura delegare al Comune la materiale attività di demolizione, prerogativa – questa – della sola Autorità Giudiziaria, come prevede l’art. 665 dl codice di procedura penale.