I VAS contro la chiusura della stazione Zoologica Anton Dohrn

Comunicato stampa

L’abbiamo detto infinite volte: nelle scelte dell’attuale  Governo  la Cultura non ha proprio casa: già solo il fatto di pensare  e poi di annunciare  e di proporre la chiusura della Stazione Zoologica Anton Dohrn come Ente Inutile è di una gravità  che fa rabbrividire!

La Stazione  Zoologica Dohrn sin dalla sua fondazione da parte del Naturalista tedesco, da cui prese il nome negli anni 1872-1874,  costituisce un incommensurabile valore della Città di Napoli e del Mondo. Riportiamo per Monti e per tutto il suo Governo e per chi lo ispira e lo sostiene, per illuminare almeno un poco  il loro  orizzonte culturale,   solo un piccolo  Passo della bellissima descrizione della Stazione Dohrn  della Guida d’Italia- Napoli e Dintorni- della Consociazione Turistica Italiana del lontano 1938:

“La Stazione Zoologica, Istituto Scientifico di fama mondiale… ha dato il più grande impulso alla conoscenza della fauna e della flora marina … ha lo scopo di agevolare lo studio del Mondo Sottomarino ai naturalisti di tutte le nazioni e perciò è divenuta il centro delle ricerche sulla fauna e flora marine e ha servito di modello a tutti gli istituti congeneri… “

 

Dal 1938 ad oggi ancora più  si è accresciuto il suo immenso valore, la sua capacità scientifica e di riferimento internazionale e di tutela della Biodiversità a partire dal “ Turtle Point” il  centro di recupero, cura e riabilitazione di tartarughe marine.

 

VAS –  nel contesto di una critica radicale alla intera,  nuova,  gravissima manovra di attacco al Pubblico – chiede al Presidente della Repubblica, a tutti i parlamentari di Napoli e della Campania, alle Istituzioni ed  alle forze sociali e culturali  una fortissima mobilitazione per salvare la stazione Anton Dohrn.

 

Oggi Monti attacca la stazione Dohrn, perché pubblica;  non passerà molto tempo,  se malauguratamente resta al governo, che  farà decreto per la chiusura od il drastico ridimensionamento  dei Musei, dei Parchi Archeologici, di ogni Bene  Pubblico, sia esso culturale o sociale, dalle Università alla Scuola, dagli Ospedali ai Servizi.

 

Monti ed il suo Governo non sono stati eletti da nessuno  e non rappresentano alcuna volontà maggioritaria del Paese nella distruzione di ciò che è pubblico e bene comune. Non sarebbe ora che andasse via per gli enormi danni già arrecati al Paese e prima che ne faccia ancora infiniti altri?

Nicola Lamonica, Coordinatore Regionale VAS Campania

Ermete Ferraro, Coordinatore Circolo VAS napoli

Antonio D’Acunto, Presidente onorario VAS campania

Un commento

  1. Carissimi,
    credete davvero che con qualche “atto dovuto” e con un po’ di indignazione testimoniata da alcune decine o centinaia di firme si riesca a togliere dalla faccia di Napoli quest’altro schiaffo?!? Ma, allora, non ci è ancora chiaro il rapporto tra mandante (Napolitano) e sicari (Monti & c.) della catena di delitti che governo e parlamento stanno consumando contro le classi subalterne italiane?!? Per quello che mi riguarda – certo – non farò mancare la mia firma, ma sono arcistufo di rispondere alle peggiori iniquità di questo tempo compiute da malfattori d’ogni tipo con qualche petizione, supplicante o indignata che sia.
    Smettiamola di voler in qualche modo testimoniare e contrapporre rettitudine e purezza politica al banditismo che aggredisce, rapina e stupra diritti, democrazia e speranze. Le anime belle e i grilli parlanti non hanno mai cambiato niente e, personalmente, non ho bisogno di “far qualcosa” per sentirmi meglio e alleggerirmi la coscienza.
    Delle due l’una: o siamo in grado di mobilitare qualcosa di più che un po’ di volenterosi firmaioli, o è inutile baloccarsi con le buone intenzioni, i buoni sentimenti e altra mercanzia del genere.
    Abbiamo almeno il dovere di provarci, anche se il momento è sfavorevole e la stagione non è certo propizia. Se non altro sapremo se abbiamo raggiunto il fondo e c’è speranza di – faticosissimamente e lentamente, attraverso mille difficoltà e contraddizioni – risollevarci.
    Siamo disposti ad incontrarci per discuterne e vedere – almeno – se su problemi di questa natura e di questa portata possiamo essere un po’ meno divisi e autoreferenziali?
    Se lo siamo vediamoci – a breve –, e se volete al Centro Culturale “La Città del Sole” o in qualsiasi altro posto, e parliamone.
    Altrimenti chi può e vuole si goda il bel sole della nostra città, semmai andandosene a via Caracciolo, prima che quel famoso “rivoluzionario” del sindaco ci faccia un’altra coppa america o – a breve – una coppa davis.
    Fatemi sapere.
    Sergio Manes

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.