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Isolotto di Vivara: le risposte non arrivano e il M5S porta la questione anche in Senato

vivaraLe problematiche inerenti l’isolotto di Vivara ritornano prepotentemente sul tavolo istituzionale. Nei giorni scorsi, infatti, Paola Nugnes, cittadina senatrice del Movimento 5 Stelle, che è stata presente sull’isola di Graziella per sostenere la lista pentastellata alle elezioni comunali tenutesi il  31 maggio scorso, dalle pagine del proprio sito internet parla approfonditamente della questione. L’attenzione sull’argomento non è un fatto casuale in quanto il Movimento, già nel settembre 2014, aveva presentato una interrogazione alla Camera dei Deputati indirizzata al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e lo scorso 15 dicembre, visto l’imbarazzante silenzio, a firma dei Senatori NUGNES, CASTALDI, PUGLIA, COTTI, CAPPELLETTI, MORONESE, SANTANGELO, DONNO, ha presentato una nuova istanza nell’altro ramo del Parlamento. “L’isola di Vivara a Procida nel golfo di Napoli – scrive la Nugnes – è una riserva naturale unica per le sue peculiarità di notevole valore paesaggistico-ambientali, floro-faunistico, storico-archeologico e geologico-vulcanologico. Segnalata come biotopo di rilevante interesse nazionale, inserita nella decisione di esecuzione (UE) 2015/74 della Commissione del 3 dicembre 2014, che adotta l’ottavo aggiornamento dell’elenco dei siti di importanza comunitaria (SIC) per la regione biogeografica mediterranea, “isola di Vivara” è riserva naturale di Stato per Decreto Ministeriale del 24 giugno 2002.  Il decreto citato ha istituito una Commissione di Riserva con tutti i rappresentanti delle Istituzioni territoriali coinvolte, attribuisce i doveri di Vigilanza al “Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio” e ne affida la gestione ad un comitato permanente composto dai rappresentanti di: Comune, Provincia, Regione, Associazioni Ambientaliste ed “Ospedale Civico Albano Francescano” di Procida. Tra i compiti del Ministero dell’ambiente – continua la Senatrice – figura quello di stipulare un’apposita convenzione entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, per stabilire le modalità di gestione della riserva; la convenzione è stata firmata solo nel novembre 2004, individuando alcuni dei soggetti responsabili e disciplinando le modalità di adozione del piano di gestione, da adottarsi entro maggio 2005; il piano di gestione non è mai stato adottato, né è mai stato individuato il personale tecnico e manovale addetto alla riserva, da reclutarsi, secondo quanto stabilito dal decreto stesso, nell’ambito del personale operante presso i vari enti coinvolti. A queste inadempienze (?) Ministeriali si aggiunge la battaglia legale di privati circa la proprietà dell’isola che va avanti da 16 anni e che secondo organi di stampa spetterebbe ad un privato cittadino.

A nostro parere è evidente l’anomalia visto il carattere statale della riserva, peraltro gestita per oltre un decennio, senza alcun piano di gestione e dunque di fatto sottratta ad una regolare e trasparente fruizione pubblica. Nella nostra interrogazione Parlamentare del 15dicembre – conclude Paola Nugnes – abbiamo chiesto al Ministro se sia a conoscenza di tale situazione, quali azioni siano state condotte dal 2002 ad oggi, in ossequio al dovere di vigilanza, per la sicurezza e fruibilità della riserva naturale dell’isola di Vivara e in particolare quali iniziative siano state adottate o si intendano intraprendere in merito alla mancata adozione del piano di gestione; quale sia ad oggi l’ammontare dei finanziamenti erogati in favore della riserva e in che modo tali fondi siano stati utilizzati; se ritenga opportuno di dover disporre la pubblicazione, per la trasparenza amministrativa, di tutti i dati finanziari e gestionali relativi alla riserva naturale dell’isola di Vivara; quale sia l’attuale assetto della proprietà dell’isola e il ruolo della stessa nella gestione del bene”.

L’auspicio, ovviamente, è che tutti questi interrogativi, prima o poi, trovino una risposta adeguata.

 

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Un commento

  1. Per gestire un’isola come Vivara occorrono requisiti non comuni e competenze specifiche; e dubito che tali condizioni possano essere prerogativa di ” privati ” incauti o ignoranti in materia, ossia sprovvisti delle necessarie competenze concernenti la conservazione e valorizzazione del sito specifico, facente parte del territorio che ricade sotto la tutela degli addetti ai lavori e della sovraintendenza dei beni culturali dell’isola .
    Se la riserva sin’ora non ha avuto modo e tempo di realizzarsi in tal senso, vuol dire che non c’è stata tale specifica manutenzione di responsabilità, ergo
    attivare una ricerca delle motivazioni sarebbe utile ma
    contemporaneamente cogestire l’inizio del recupero e valorizzazione della tenuta anche troppo e malamente procrastinata .
    Il naturale stato di mantenimento della flora e fauna locale
    non può attendere i tempi rilassati della odierna burocrazia,
    ma richiederebbe solerzia e trasparenza sopratutto
    quando parte dei contributi provengono da fonti istituzionali .

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