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La “guerra” tra Ischia e Procida sui trasporti marittimi è un pessimo spettacolo

di Michele Romano
Nel leggere che per un problema di fondamentale importanza come quello dei trasporti marittimi, per chi vive sull’isola, due ottime persone come Pasquale Sabia, delegato ai trasporti dell’isola di Procida, e Giosi Ferrandino, sindaco del Comune d’Ischia, esprimono sentimenti contrastanti sull’attuazione degli orari dei mezzi di navigazione, il primo di soddisfazione, il secondo di forte contrarietà, sta a dimostrare che il populismo “prodomosua” grettamente egoistico è diventato talmente un aspetto fondante dell’attuale momento politico che fa perdere di vista la visione che i destini dei due territori isolani non sono contrapposti ma speculari e di condivisione.
Questi atteggiamenti, in piccolo, rispecchiano l’andamento di tutto il percorso della politica nazionale, dove la devastante crisi che ha investito il mondo occidentale ed in modo grave il nostro Paese viene vissuta, da parte di chi governa, in modo inadeguato e indecoroso tanto da essere giustamente invitato ad andare via, come un’offesa al proprio Ego (Io) che tanti profondi guasti ha creato nelle visceri della società italiana, dall’altra parte, anche loro imperniati in tanti Ego a non comprendere che urge una trasformazione antropologica per ridare credibilità ad una politica che affronti il superamento della crisi e dia un senso alla vita delle future generazioni.
In tal senso è cosa giusta mettere al loro posto ciò che è il bene e ciò che è il male, cosa che nella società contemporanea ha subito una tragica commistione. E qui sento dentro di me l’urlo di chi vuole sognare un futuro migliore fatto di sobrietà, meritocrazia, bene comune, comunità, crescita ma diversa fondata sulla cooperazione e partecipazione che costituiscono la dimensione della vera natura umana, di cura (nel senso di avere cura, preoccupazione per gli altri e per se), Democrazia (nel senso di salvarla dalla plutocrazia, cioè dal potere economico e finanziario dei ricchi). E qui con dare concretezza a questi valori è decisivo che emerga dai tremori e dalle tenebre in cui il trionfo dei valori della destra, dall’individualismo al liberismo, l’ha sprofondata un’espressione di cui non vergognarsi come troppo spesso hanno fatto e continuano a fare chi proviene da essa, ciò la “sinistra”, l’unica fonte di energia capace di appropriarsi dell’istinto comunitario e salvarla quando la democrazia è in pericolo.
Invito pertanto Bersani e il P.D. (di cui sento ancora di appartenere) ad uscire dalla vacuità e smettere di inseguire Casini con la Carlucci e iniziare, per esempio, ad operare per tagliare i costi della politica decidendo di adeguare i compensi dei parlamentari a quelli inglesi (38.000,00 euro) ampliamente inferiori ai nostri (138.000,00 euro).

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