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La Processione del Venerdì Santo: passione nella Passione

congrega

di Gabriele Scotto di Perta (Priore Congrega dell’Immacolata Concezione di Procida)

La processione del Venerdì Santo a Procida che cosa è, chi la fa, chi ci vorrebbe mettere mano, come se ne occupa la stampa e i mass-media in genere? Chi cerca di demolire il ruolo della storica Congrega dei  Turchini?

Una serie di interrogazioni che faccio a me stesso e ai miei collaboratori.

Innanzi tutto voglio precisare che, in genere, non amo scoprire il fianco alle tante provocazioni gratuite, notizie e attacchi schizofrenici che spesso, troppo spesso, si leggono sui social media, prodotte da personaggi che neanche sanno dove è ubicata la Congrega dei Turchini, e neanche conoscono il suo operato per 365 giorni all’anno. Ma, ritornando alla Processione del Venerdì Santo, massima espressione religiosa ma anche di carattere culturale con risvolti sociali estremamente importanti devo dire, o  ribadire, che è patrimonio non solo della Congrega dei Turchini, che se ne interessa fin dal 1600, ma appartiene, e per fortuna rimane nel dna del popolo procidano che la accetta con tutti i suoi limiti e difetti dovuti anche alla totale partecipazione della popolazione dell’isola essendo appunto  una grande manifestazione di religiosità popolare.

La processione, come tutti sanno, la organizza la Congrega dei Turchini con la collaborazione delle associazioni costruttori di misteri che sono parte integrante e essenziali del sacro corteo. E’ da notare che sia dette associazioni che singoli costruttori si assumono la responsabilità della costruzione dei misteri solo per la grande passione che li anima considerando anche che, tutto questo, comporta un notevole sforzo economico che, di questi tempi, non è poco.

Ma chi ci vorrebbe mettere le mani? Tutti e nessuno, nel senso che nel periodo della Settimana Santa nascono tanti professori e troppi generali, ma dei soldati non c’è traccia. Il problema è che dei primi ne facciamo volentieri a meno, ma dei secondi ne abbiamo assoluto bisogno.

Ormai di questa manifestazione se ne occupano i media con grande interesse, la stampa ne parla e varie emittenti televisive sono in genere presenti sul territorio per le riprese trasmettendo, anche a livello nazionale, l’evento del Venerdì Santo. Tutto ciò va bene fin quando ci si mantiene nella realtà delle cose, ma quando attacchi gratuiti non rispecchiano la vera essenza della manifestazione fanno un cattivo servizio all’intera comunità procidana.

Nella Congrega, in questi giorni, siamo impegnati in una seria riflessione spirituale insieme al missionario Comboniano Padre Flavio e don Marco Meglio nostro padre spirituale. Alla Congrega ci si prepara sempre a commemorare la passione di Cristo e la Pasqua. Tutto il resto è soltanto pettegolezzo ed inutili commenti prodotti da chi ama la banalità e una superficialità impressionante. Nella Congrega dei Turchini non scoppia nessuna “rivolta”, anzi scoppia la “rivolta” di Cristo Crocifisso. Questa non e’ retorica ma realtà di fede.

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Un commento

  1. bisognerebbe fare una profonda , sincera ed obiettiva analisi sulla processione del venerdì santo al di là delle telecamere dove si ostenta il ” tutto va bene “, rendere onore alla verità , che leggiamo nel vangelo , ma poi la releghiamo in un angolo oscuro ; necessita lo spirito di Papa Francesco…e passare da Cristo morto a Cristo vivo. Buona Pasqua. rino

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