Napoli: Il Comune invita i proprietari di negozi a rivedere al ribasso gli affitti

AAA cercasiL’assessore alle attività produttive del Comune di Napoli, Marco Esposito, ha reso pubblico (Fonte “ROMA” del 29 gennaio 2013 pag. 3) che ha inviato una lettera ai proprietari di negozi adibiti ad uso commerciale affinché, considerato lo stato di crisi generale con 6.000 aziende che hanno chiuso nel corso degli ultimi nove mesi, prendano in considerazione il fatto di ridurre del 20-25 per cento il canone di affitto. Nei giorni scorsi, diciamo in epoca non sospetta, l’amico Nando Balsamo richiedeva, anche per l’isola di Procida, azioni concrete tese nella stessa direzione. Cosa ne pensate?

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3 commenti

  1. Giuseppe Schiano

    Con l’IMU al massimo ci vuola una bella faccia tosta a chiedere di abbassare gli affitti… Perche’ non comincia il comune di Napoli a ridurre le aliquote?

  2. Egregio Sig. Giuseppe,
    analizzando il suo commento,ne devo dedurre che Lei è proprietario visto
    che parla di IMU,ma spero che Lei con molto buonsenso capisca il terribile momento di recessione economica,che ha avvolto tutti i settori commerciali in special modo quello della ristorazione a via Roma.
    Immagini, che se non si arrivi a modulare i costi di gestione si rischia la chiusura definitiva,quindi a pagarsi l’IMU saranno i proprietari.Le faccio una domanda le preferirebbe un fitto inferiore ma senza rischi o vedere il suo inquilino fallire.Immagino, che Lei sia un persona di buon senso ed accomodante,che preferirebbe incassare meno non vedere il suo locale vuoto ed averlo sfitto.

    Lettera Aperta al Sindaco.
    Egregio Signor Sindaco, conoscendo la sua disponibilità, le ripropongo
    una lettera che avevo inviato al Presidente del Consiglio da mettre all’ordine del giono, rimasta inevasa.

    L’amico Nando Balsamo ha scritto al Presidente del Consiglio Comunale di Procida per sollecitarlo ad aprire la discussione, in sede politica, sulla difficoltà in cui si trovano molte attività commerciale dell’isola di Procida in questo momento di crisi economica.

    “Caro Sig. Presidente,
    apprezzo molto la sua dedizione per Procida, nonostante i suoi impegni parlamentari.Leggo con interesse, gli argomenti che saranno trattati nella seduta del prossimo consiglio comunale.Gentile Presidente, la prego di voler inserire nella scaletta degli argomenti da trattare,di mettere in risalto quello del caro Affitti, di cui mi faccio promotore (vista la latitanza ed il disinteresse delle Associazioni di categoria di Procida) in nome e per conto dei commercianti della marina in special modo quelli dei Bar e Ristoranti.La crisi che stiamo vivendo e la peggiore degli ultimi 30 anni e nonostante tutto gli affitti aumentano ed i proprietari chiedono pure l’adeguamento ISTAT ci vuole un vero coraggio,alla luce dei fatti la catastrofe è prossima,il costo degli affitti è estremamente elevato la media degli affitti e tra 22.000 ed i 25.000 euro all’anno questi fitti sono insostenibili,un locale alla marina ha un costo che sfiora i 200 euro al giorno di costi fissi, che moltiplicati per 30gg e moltiplicato per 12 mesi si arriva ad una somma di 72.000 euro all’anno, sono pochi eletti che riescono a sostenere questi costi fissi e i fortunati sono tutti dislocati sul lato imbarco,mentre quelli dislocati sul fantasma del porto turistico, che doveva creare un forte indotto, possono contare se tutto va bene su 3 mesi di lavoro.Le Associazioni di categoria in tutta Italia,hanno chiesto l’intervento dei Comuni e dei Prefetti a calmierare gli affitti,.Vista la latitanza delle Associazioni di categoria di Procida,ad affrontare l’argomento del caro affitti,ho fatto delle indagini, ed ho scoperto un dato agghiacciante, da prendere come metro di misura contro i proprietari, le due Banche che operano sul porto pagano affitti intorno agli 800 euro e questo dovrebbe il prezzo di mercato per tutti.
    Sperando, che Lei tratti con interesse quest’argomento, cercando di suggerire qualche soluzione in merito,a me sembra inimmaginabile veder morire i commerci su porto turistico,che doveva essere il fiore a l’occhiello delle Amministrazioni passate presenti e future, ma il futuro all’orizzonte non si vede.”

  3. Il primo cambiamento dovrebbe essere applicato alle tasse, il problema sono quelle. Affermarsi e mantenere un’azienda è impossibile se non ci sono certi guadagni. Non ci si arriva a pagare niente. Possibile che nessun politico riesca a capirlo? Probabilmente fanno solo finta di non saperlo!

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