SAVE SAVINA – chiedi scusa

di Savina Dolores Massa

Il Ministro Frattini, in un suo intervento telefonico, oggi 26 settembre, alla trasmissione UnoMattina è stato capace di far abbassare gli occhi al conduttore e al suo educato terrorizzato portavoce in studio. Mai ad Adriano Bon, padre di Eugenio, marittimo sequestrato, assieme ad altri 21 uomini, sulla Savina Caylyn l’8 febbraio, in mare somalo. 230 giorni fa, tengo a precisarlo. Adriano Bon, non salutato dal Ministro, privato di diritto di replica, è ulteriormente impallido e ha ingoiato amaro nel sentire la fasciata di bugie che il nostro Ministro ha raccontato agli italiani, provando a farli sentire come scimmiette chiacchierone, stupide, incapaci di comprendere la delicatezza delle trattative che Lui sta compiendo per liberare gli ostaggi. Adriano Bon ha ingoiato amaro, sì, quando il Ministro ha affermato senza nessuna incertezza o vergogna nella voce, Le famiglie sono informate quotidianamente sul lavoro che la Farnesina sta compiendo.

Ha ingoiato amaro quando il Ministro ha disprezzato in toni alti il suo dolore di padre che smuove aria negli studi televisivi, creando danno alla vita del figlio. A parlarne. Così come lo stanno creando gli altri familiari buttati in strada per sfizio, dinanzi al Palazzo dell’armatore latitante, proprietario della nave, in Napoli. E come pure tutte le migliaia di persone che in questi mesi hanno provato, riuscendoci, ad informare l’Italia che un assassinio si stava compiendo in mare somalo, e del quale mai accetteranno di esserne complici. Le trattative sono questioni delicate, non l’abbiamo mai escluso né sottovalutato. Infatti da febbraio a luglio nessuna bocca ha mormorato suono. Da febbraio a luglio sono esattamente 5 mesi di educato rispetto, e amaro e amaro ingoiato da molti sapendo, o meglio immaginando, le condizioni psichiche e fisiche in cui può trovarsi qualunque uomo privato della libertà. 5 mesi di educato silenzio, Ministro, corrispondenti a 5 mesi di ineducato silenzio tuo. Già, perché a luglio si scopre che nessuno tiene “quotidianamente informate le famiglie”, che i pirati somali hanno perduto la pazienza nell’essere totalmente ignorati per le loro richieste, che dell’armatore si sono perdute le tracce, che il Capo dello Stato non sa nulla della nave, che gli ostaggi chiamano a casa chiedendo, piangendo, urlando un, Perché ci avete dimenticati.

E così si è deciso di chiacchierare a vanvera e rendere pubblico il tentato omicidio, perché sino ad oggi i soli a volerne uscire bene sono solamente l’Orgoglio Italiano dal pugno di ferro, e il denaro dell’armatore. Non i 22 marittimi che mai saranno in grado di perdonare, se torneranno sani di mente. Le trattative, se davvero sono iniziate, sono in corso questi giorni, e solamente perché le famiglie e chi sta loro accanto, hanno detto, No. Un educato No, caro Ministro, perché per una vicenda con questi colori si poteva fare di peggio in questo Paese dei balocchi. Mantenere la calma non sempre è semplice, eppure ci si è riusciti, ma almeno, Ministro, chiedi scusa a chi hai mentito in tutto questo tempo, chiedi scusa ai 22 uomini, chiedi scusa a te stesso, quando sei solo. Se ne sei capace. E saluta le persone civili, quando lasci una stanza.

Savina Dolores Massa

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