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Povertà e disagio sociale si estendono a macchia d’olio anche sull’isola Verde

marilu disagio socialedi Gennaro Savio

Nell’infame odierna società di chi ha troppo e chi non ha nulla, della crisi economica galoppante per le masse popolari a cui sono negati i diritti più elementari e dell’opulenza per pochi, la povertà e le condizioni di indicibile disagio economico e sociale colpiscono sempre di più le famiglie italiane. E il contesto sociale dell’isola d’Ischia non è purtroppo avulso da quello nazionale e sempre più persone si trovano a dover fare i conti con la totale mancanza di risorse finanziarie frutto della mancanza di lavoro e del continuo aumento di tasse e balzelli vari. E mentre molti in un silenzio quasi omertoso subiscono passivamente la condizione di povertà che il potere dominante ci riserva, c’è chi chiede ad alta voce e pubblicamente il riconoscimento del proprio diritto ad avere un lavoro. Come sta facendo Maria Cargiulo, per tutti Marilù, mamma di due bambine e disoccupata da oltre un anno. Marilù dopo l’alluvione di via Mortito del 2009, vive con le figlie nella casa del padre anziano. La sua è una situazione di disagio e povertà che vive con grande dignità. “E’ bruttissimo – ci ha dichiarato Marilù – vivere in queste condizioni. Ho la piccola che và alle scuole medie , non ha il computer e non ha amiche perché loro escono, vanno a mangiare la pizza. Mia figlia può farlo una volta ma poi basta. Stesso discorso per la grande. La vita così è bruttissima mi sento una formica perché bisogna lottare per sopravvivere. E’ anche una mortificazione per le mie bambine fare tutto questo chiasso, ma devo farlo per loro e voglio riuscirci. Voglio di nuovo un lavoro. Vari candidati nelle scorse elezioni avevano promesso un sussidio a queste persone più disastrate come me ma non si è visto ancora niente”. Marilù con orgoglio ci ha raccontato che le figlie frequentano la scuola con profitto nonostante a casa non abbiano un computer e nonostante non possano acquistare i libri. “Mia figlia grande è stata promossa al terzo anno di grafico pubblicitario senza libri. E’ stata bravissima ed è stata promossa studiando con le fotocopie dei libri che mi faceva un’amica”. Marilù non chiede elemosina ma lavoro. Come quello che ha praticato per ben sette anni all’interno dello staff che gestiva la mensa scolastica nel Comune di Casamicciola Terme, mensa che partirà anche quest’anno seppure a gestirla sarà una nuova ditta. Cosa aggiungere. Marilù, come gli altri che si trovano a vivere la sua stessa situazione di grave disagio economico, ha diritto a poter lavorare affinché possa portare il pane a casa e continuare a dare la possibilità, così, alle sue figlie di poter studiare mentre il potere politico e istituzionale locale ha il dovere di adoperarsi affinché ciò avvenga. Sindaco Castagna, se ci sei batti un colpo!

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