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Procida – Anche da noi i disastri del territorio sono noti ma: cosa facciamo?

di Michele Romano

PROCIDA – L’immane tragedia che ha investito la città di Genova, in cui hanno perso la vita bambini, giovani, donne, operai ed altri che partivano per un giusto periodo di vacanza, costituisce una ulteriore e prevedibile “strage di innocenti”. Infatti, tale terribile vicenda non concede alibi a nessuno del passato e del presente perché tutti erano e sono a conoscenza della estrema criticità in cui versano le infrastrutture della penisola accompagnate da un degrado ambientale oltre ogni limite di guardia. Troviamo sconcertante, e in alcuni momenti raccapricciante, l’approccio del governo “giallo verde” che si presenta con tanti “torquemada” da santa inquisizione minacciando mari e monti, dimenticando che il consenso elettorale li ha resi servitori dello Stato e delle Istituzioni “Democratiche” e non traghettatori verso regimi nefasti. Pertanto li invitiamo ad uscire dal permanente uso catodico propagandistico degno di tempi oscuri passati, di tralasciare le fantasmagoriche e ingannevoli promesse fatte agli italiani e dedicarsi “anima e corpo” al risanamento ambientale e infrastrutturale della “Bella Italia”. E qui ci vorrebbe una grandiosa mobilitazione di una nuova coscienza politica che esca dalle caverne della “miserabilità” in cui si è conficcata. Urge comprendere che, nella realtà odierna, non si è tesi ad intraprendere il “Cammino di Santiago” ma quello della “Disumanità”.

Postilla finale. In tale contesto la nostra cara “polis micaelica2 è tutta dentro la precarietà del territorio nazionale. Dopo il disastro di Genova, tra la popolazione, è sorto qualche interrogativo tipo: Cosa accadrebbe, sotto i fendenti di un diluvio pluviale, ad un territorio stremato e sofferente sotto il peso di una cementificazione abusiva, specialmente nelle fragili zone collinari e costiere, e di un traffico veicolare al di sopra di ogni sopportazione? Ciò dimostra che, anche da noi, tutti sanno (amministratori e cittadini). Il problema è che alla domanda non segue una risposta adeguata, iniziando a modificare le pessime abitudini del proprio vivere quotidiano tanto Genova è lontana da noi, così come lo sono tante altre tragedie. Di questo passo …..

Infine, a qualche amico che ci ha assalito con le sue desolanti e rancorose vacuità diciamo che lo vogliamo bene anche più di prima.

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