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Procida: Chiesta la messa in sicurezza del costone di “Ciraccio”

frana costa ciracciodi Gennaro Savio
Nei giorni scorsi con un dettagliato servizio giornalistico, abbiamo denunciato la situazione di abbandono e di pericolo in cui a Procida versa la spiaggia di “Ciraccio” dove il costone che la fiancheggia, non essendo mai stato messo in sicurezza, è incredibilmente instabile e franoso. Infatti sull’arenile è possibile notare la presenza dei massi franati oltre che dei pilastri di cemento che un tempo avevano il compito di sostenere il maestoso muraglione. La cosa che ci aveva maggiormente stupiti è la totale mancanza di cartelli che indichino il “pericolo frana”. In queste ore il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista ha presentato un’istanza in merito inviata al Sindaco di Procida Vincenzo Capezzuto, all’Ufficio Tecnico, al Comando dei Vigili Urbani e per conoscenza all’Ufficio Circondariale Marittimo di Procida. “Premesso che la spiaggia di “Ciraccio” rappresenta uno degli arenili più belli e panoramici del Golfo di Napoli e per questo è frequentissima da residenti e turisti – si legge nella nota del PCIML -, constatato che nel tratto pubblico della suddetta spiaggia insiste un costone franoso che nel tempo ha rovinosamente riversato sull’arenile massi di grossa dimensione oltre che alcuni pilastri di cemento che un tempo avevano il compito di sostenere il maestoso muraglione, rilevato che lungo tutto il costone non vi è affisso nessun cartello che indichi l’eventuale ‘pericolo di frana’, considerato che la spiaggia di ‘Ciraccio’ d’estate è meta di migliaia di bagnanti e in questo periodo di cittadini che amano passeggiare lungo questo stupendo tratto di costa procidana, visto anche lo stato di totale abbandono in cui versa l’arenile con la presenza di rifiuti di ogni genere in modo particolare nel tratto che insiste sotto il belvedere, si chiede alle Autorità in indirizzo, ad ognuno per le proprie competenze e responsabilità,
1) se il costone della spiaggia di “Ciraccio”, visto la mancanza di cartelli che indichino il “pericolo frana”, sia o meno considerato sicuro per i bagnanti e i fruitori dell’arenile pubblico;
2) la messa in sicurezza del suddetto costone;
3) la rimozione dei rifiuti presenti in modo particolare nel tratto sottostante il belvedere.

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