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Procida: Commercio tra crisi ed aumenti ingiustificati

di Francesco Marino

I lettori ricorderanno quando l’introduzione dell’euro causò il truffaldino aumento dei prezzi a causa del mancato controllo perpetrato dal nascente governo Berlusconi.

Ora, da quel giorno, a Procida, senza che nessuno se ne accorga, è iniziato l’aumento lento ed inesorabile dei prezzi al consumo, assolutamente non giustificato.

I commercianti, infatti, hanno annusato il programmato aumento dell’IVA autunnale ed hanno anticipato gli aumenti, che andrà a sommarsi a quello dell’aumento dell’IVA qualora ci sarà.

Naturalmente c’è un assessore al commercio che si dovrebbe attivare per monitorare il problema, ma dov’è?

Porto un esempio concreto dell’assurdità di quanto sta accadendo. Abbiamo avuto occasione di leggere una fattura di un piccolo commerciante ed abbiamo notato una voce: SPESE DI FATTURAZIONE. Incredibile!

Cosa pensa a tal proposito il presidente della locale Confcommercio, l’elegante Eugenio Michelino?

E le Forze dell’Ordine preposte al controllo? Questi sono i problemi giornalieri dei procidani.

Lo spauracchio dell’IMU copre questi misfatti e distoglie l’attenzione perfino della stampa locale, intenta ad annunciare eventi immaginari (vedi Coppa America).

Intanto il commercio langue e chiudono gli esercizi con un estate che si avvicina con prospettive incerte.

E’ mai possibile che siamo un isola così ingovernabile e che i procidani siano diventati assolutamente ingovernabili. Perciò, il sindaco commissario chiami il suo assessore al commercio e faccia luce sulla situazione.

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9 commenti

  1. Dir. Gennaro Cibelli

    Egregi Signori,

    A tal proposito vorrei fare un piccolo esempio per cercare di spiegare a tanti miei concittadini ottusi come ci si dovrebbe comportare in caso di crisi:
    Dovete sapere che, come del resto tutti i settori, anche quello marittimo e’ stato fortemente colpito dalla crisi; per farla breve, espongo un semplice concetto: “non si compra, non si produce, ovviamente non si trasporta”.
    In pochissimo tempo i noli dei famosi container, all’interno dei quali, su scala mondiale, viene trasportato il 99% di quello che consumiamo sono crollati.
    Da qui, le maggiori compagnie, per far fronte a questo spiacevole stato di cose, ed evitare il fallimento, si sono sedute attorno ad un tavolo e tutte insieme hanno deciso di ridurre innanzitutto la velocita’ di crociera passando dal ” FULL SPEED” al “MOST ECO SPEED” ,per abbassare innanzitutto i costi di gestione; non solo, cosa piu’ importante, si sono unite in “JOINT VENTURE” ossia una sorta di cooperativa con unico fine, quello di aiutarsi a vicenda , ” io trasporto parte del tuo carico e tu trasporti parte del mio” cosi’ evitiamo di fermare le navi e quindi di conseguenza evitiamo di licenziare il personale, e poi, per per quel che ci riguarda, per il momento, “mangiamo meno, ma tutti”.
    Perche’ anche da noi non si potrebbe fare una cosa simile,
    anziche’ pensare solo “a me stesso, chi se ne fotte degli altri”?
    Un esempio, perche’ tutti i commercianti non si uniscono, per lo meno per quel che riguarda gli ordinativi, ed anziche’ fare un ordine singolo, per esempio alla Barilla di 10/20 Kg di pasta ad un prezzo d’aqcuisto X, non ne fanno uno cumulativo di 100/200 Kg ad un prezzo d’acquisto Y sicuramente inferiore di X?
    In questo caso i cossiddetti costi, soprattutto il “famigerato” costo del trasporto, verra’ ripartito su 100Kg e non su 10 Kg?
    Chi ne trarra’ beneficio?
    Il commerciante che avra’ un margine di guadagno piu’ ampio e soprattutto il consumatore che, ovviamente spendera’ meno, e magari quel meno che risparmia lo spende o lo investe in altro, facendo ripartire questo motore ormai fermo da troppo tempo; anziche’,come accade oggi,tenerselo bello stretto nel portafoglio.
    Purtroppo siamo troppo ignoranti a Procida per capire certe cose!

  2. bè gli assenti sono tanti… quasi (sottolineo quasi) tutti!!

  3. Non capisco cosa dovrebbero controllare le forze dell’ordine. Ognuno è libero di praticare i prezzi che meglio crede, l’importate è che siano indicati regolarmente dichiarati.
    Per il resto non mi pare che non ci sia alcun motivo per l’aumento dei prezzi, il costo del carburante per il trasporto incide molto ed è chiaro a tutti quanto sia aumentato!

  4. Questo avviene già per i negozi del gruppo SuperSei (sono una larghissima fetta dei negozi di alimentari non aderenti a grandi catene). Considera comunque che non è semplice intraprendere simili iniziative, per farlo c’è bisogno di una logistica e di un magazzino comune.
    Resta comunque il nodo del costo del trasporto della merce, sia per le grandi quantità che per quelle piccole il carburante ed il costo dei traghetti incide tantissimo!

  5. Dir. Gennaro Cibelli

    Egregio Sig. Proietti e Signori commercianti tutti,

    Il fatto di non essere semplice intraprendere una tale iniziativa e’ cosa ben conosciuta, infatti ci vorrebbe innanzitutto la volonta’ che a Procida manca, poiche’ aleggia una mentalita’ molto particolare e retrogada; poi nelle sedi opportune e con l’interessamento degli organi competenti, si potrebbero trovare tutte le soluzioni logistiche del caso.
    Quanto poi al gruppo Supersei be’, e’ un’ ottima iniziativa, ma non incidente al punto tale da competere con le grosse catene.
    Quanto poi a questo famigerato costo del trasporto, cortesemente puo’ dirmi quanto costa un biglietto terraferma – Procida in modo da fare qualche calcolo?
    Credo che sia una scusa molto banale per il semplice fatto che, anche se costasse 200 euro, dividendolo ad esempio per X Kg di pasta, Y kg di farina Z kg d’altro etc etc…., la sua incisione nel calcolare il prezzo di vendita non sarebbe una catastofe, anche perche’, e questo me lo puo’ insegnare, in una richiesta generalmente non si tende ad ordinare un singolo prodotto.
    Il problema a Procida sta nel fatto che tra produttore e ultimo rivenditore ci sono troppi passaggi, vedi corrieri , vedi grossisti locali etc…. e poi generalmente la percentuale dedicata al ricavo e’ molto ma molto alta!
    Un ultima cosa, e su questo penso siamo tutti daccordo, quelle frasi magiche che generalmente si sentono all’atto dell’emissione dello scontrino “ posso farti di meno” , “ho fatto di meno” etc…. non vanno assolutamente bene, perche’ come e’ ben noto, emettendo il comprovante di vendita (scontrino) per un importo inferiore rispetto a quello effettivamente pagato dal consumatore, parte dell’IVA che il consumatore paga, poiche’ il prezzo e’ comprensivo della stessa, si traduce per il commerciante in un ulteriore guadagno pari alla percentuale dell’IVA stessa, che viene calcolata, che, per i prodotti di prima necessita’ e’ al 10%, per il resto al 21% e da ottobre sara’ al 23%.
    Un esempio per capirci ancora meglio: se faccio un acquisto di 50 euro di generi di prima necessita’, l’IVA che dovro’ pagare sara’ pari al 10% quindi 5 Euro, se il commerciante non emette scontrino o l’ho emette per un import o inferiore, quei 5 euro nel primo caso o parte di essi nel secondo caso, diventano ricavo che si vanno a sommare alla percentuale di ricavo gia’ calcolata nel prezzo di vendita.
    Questo e’ un reato, e se siamo oggi in queste gravissime condizioni economiche, be’ questo meccanismo perverso ha fatto di gran lunga la sua parte!
    E poi, quanto denunciato dal Sig. Marino nel suo articolo, riguardo al fatto di aver riscontrato in un comprovante la voce “spese di fatturazione” be’ credo che abbiate toccato il fondo, poiche’ le spese che sostenete per il fiscalista etc, sicuramente non sono a carico del consumatore.

  6. Premetto che non sono un commerciante e non vivo a Procida da ormai 4 anni, mi sono solo affidato alla logica.
    Da sempre i prezzi di Procida sono più alti di quelli delle terra ferma a causa dei maggiori costi sostenuti (trasporto via mare, carburante, costi elevati di locali per vendita e stoccaggio), se questi aumentano ulteriormente è normale che ci sia un aumento dei prezzi finali.
    Per quanto riguarda la percentuale di ricavo che definisci “molto alta” dipende molto dal prodotto venduto, direi che solo un negoziante può davvero dircelo (considera che dal ricavo vanno anche eliminati tutti i costi degli eventuali scarti, spesso molto alti in luoghi dove le vendite sono limitate).
    Aggiungo che è un po’ troppo semplicistico accusare gli altri di guadagnare troppo senza conoscere davvero i numeri, sarebbe come se un commerciante accusasse i marittimi di guadagnare troppo e di essere la causa dell’aumento del costo dei trasporti via mare! 😀
    Non facciamoci la guerra tra di noi, non ha mai pagato…

  7. Dir. Gennaro Cibelli

    Egregio Sig. Proietti,

    assolutamente la critica non era rivolta alla tua persona, bensi ai commercianti isolani,e mi limitavo a constatare i fatti, quanto a te, rispondevo solo al tuo commento. Riguardo il rincaro dei prezzi, mi sa tanto che a Procida su questa storia ci si marcia un pochino troppo, e poi, come dicevo nel commento, questo fatto di non emettere scontrini o di emmetterlo per un importo inferiore a quello realmente pagato dal consumatore proprio non va, questa e’ frode fiscale, e va tutta a sfavore del consumatore e dello stato e solo a favore del commerciante. Scusami se La correggo, dal guadagno vanno eliminati i costi, il ricavo e’ gia’ al netto di questi, e poi la percentuale di ricavo da applicare dovrebbe essere ragionevole, a Procida siamo oltre il doppio del prezzo d’acquisto! E poi questo fatto delle spese fiscali, anche queste a carico del consumatore? Non e’ possibile! Lo vogliamo capire che solo il consumatore puo’ mettere in moto di nuovo sta macchina se riesce a risparmiare qualcosa a fine mese?
    Quanto ai numeri be’ quelli li conosco, e quanto hai marittimi, potrei convenire con Lei se pero’ tornassimo indietro di un bel po’ di anni sia per cio’ che riguarda gli stipendi, sia per quanto concerne il trasporto via mare. Deve sapere che, se divide il totale guadagnato da un marittimo nell’arco di un’anno, circa 8 mesi lavorativi, e lo divide per 12 mesi notera’ subito che uno stipendio di un lavoratore del mare e’ molto simile a quello di un dirigente pubblico attuale. Non solo e poi di marittimi ormai ce ne sono davvero molto pochi a Procida!
    Concludo puntualizzando che la mia non e’ assolutamente una guerra contro i commercianti, ci mancherebbe, e’ solo una critica, e come Lei sa’ la critica nella stragrande maggioranza dei casi e’ costruttiva!

  8. Franco Ambrosino

    Si è passati dal legittimo diritto di critica alla denigrazione, al falso.
    Ci sarebbero gli estremi della querela.
    Possiamo farla con l’iva, senz’iva, con lo scontrino o senza.
    Le spese di trasporto ce le accolliamo noi commercianti, come sempre.

  9. GIANNI SCHIANO

    PENSAVO FOSSE COSA MOLTO DIFFICILE INANELLARE TANTE ASSURDITA’ E INCOGNITE TUTTE INSIEME….
    EPPUR SI MUOVE…..

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