Procida: Da due anni in Consiglio Comunale non si trova il tempo di modificare lo Statuto.

Da qualche tempo a questa parte sono in molti quelli che, giustamente, considerato il progressivo distacco dei cittadini dalla politica (a fronte di scelte alquanto impopolari da prendere per aggiustare la rotta), chiedono di trovare modalità ed occasioni per aumentare la partecipazione di quest’ultimi, fermo restante poi, nei fatti, procedere in maniera piuttosto asincrona.
Un esempio c’è lo offre Tommaso Forestieri, coriaceo combattente politico della “Prima Repubblica”, attualmente componente della Commissione Trasparenza del Comune di Procida, il quale ha inviato una nota a tutte le massime autorità, politiche ed amministrative, locali nella quale si :”rinnova la richiesta di verifica dello Statuto del Comune di Procida, come da art. 69 dello stesso.” Nella medesima nota il Forestieri fa altresì presente che: “nella decorsa consiliatura 2005/2010, il Consiglio ha deliberato in merito all’attuazione di alcuni articoli dello Statuto e precisamente: 1)Conferenza annuale dei servizi comunali; 2) Consulte aree tematiche; 3)Comitato dei Garanti – Referendum popolari.”
In effetti, leggendo gli atti del Civico Consesso, nella presa d’atto del verbale della Commissione Trasparenza in merito all’attuazione dello Statuto Comunale, lo stesso delibera (n° 65 del 30/11/09), ad unanimità di voti: “1) Prendere atto del verbale della Commissione trasparenza del 22/10/2009 … che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto, impegnando gli Organi competenti a dare seguito concreto a quanto previsto; 2) Stabilire che i punti in questione riguardanti la nomina del Comitato dei Garanti, la Convocazione della Conferenza dei Servizi e l’Istituzione delle Consulte per aree tematiche saranno previsti nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.”
Ebbene si, come l’attento lettore avrà potuto notare, sono oltre due anni che questi strumenti di “democrazia partecipativa”, previsit dalle vigenti normative, attendono di essere posti in essere ed è ovvio che la domanda, come dici il procidano Antonio Lubrano, sorge spontanea: “Se è vero che hanno espresso parere favorevole, perché non si è trovato, in due anni, il tempo per discuterli ed approvarli? Perché i consiglieri dell’epoca che caldeggiarono questi argomenti, alcuni dei quali sono ancora presenti in Consiglio Comunale e in Giunta, non hanno continuato a sostenerne la discussione e la relativa approvazione?
Visto gli attuali tempi della politica, non certo incoraggianti, ci accontenteremo di una risposta purché non sia “a babbo morto”.

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