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Procida ex carcere: "Condannato in attesa di giudizio"

Con la manovra “salva-Italia”, voluta dal Governo presieduto dal Se. Mario Monti, arriva anche l’avallo definitivo che manda a regime l’articolo 5 della legge sul Federalismo demaniale (legge 85 del 28 maggio 2010), ovvero la regola che stabilisce il passaggio di immobili dal Demanio agli Enti locali.
Dopo il recente passaggio dell’ex carcere di San Gimignano dallo Stato al Comune – primo caso concreto di federalismo demaniale in Italia– e dell’attribuzione del Teatro “La Pergola” di Firenze dallo Stato al Comune toscano, accelerano ora i tavoli di discussione già aperti.
Ben 15 sono i tavoli regionali che stanno verificando la fattibilità e gli iter da seguire per i diversi progetti di valorizzazione sul territorio italiano. I più avanzati sono i lavori per la definizione della valorizzazione dell’ex carcere dell’isola di Procida, del complesso di Sant’Agata a Bergamo, e ancora della Casa del Boccaccio a Certaldo fino alla roccaforte La Castiglia a Saluzzo.
A Procida, il Sindaco Vincenzo Capezzuto, dopo aver presentato un progetto di valorizzazione, ha già aperto un tavolo di concertazione con Provincia, Regione e Soprintendenza per il passaggio, a titolo gratuito, dell’ex struttura carceraria di Terra Murata al Comune, un complesso immobiliare di interesse architettonico, che si erge a 91 metri sul livello del mare adiacente all’Abbazia di San Michele Arcangelo, e che potrebbe essere riconvertito in struttura culturale e ricettiva dopo un lungo abbandono.
Chiusa nel 1988, l’imponente struttura si compone del vecchio bagno penale, fatto costruire all’interno del castello d’Avalos, datato 1554, più un “nuovo” ampliamento, edificato nella seconda metà dell’Ottocento e situato nella zona che s’affaccia sul borgo dei pescatori di Corricella (location di numerosi film tra i quali “Il Postino” con Massimo Troisi). Si tratta di un vasto complesso di edifici (oramai vetusti e cadenti) che arrivano a coprire una superficie di almeno 70 mila metri quadrati, al cui interno si trovano padiglioni, uffici, sala mensa, cucine, un piccolo ospedale, il capannone con i telai dove i detenuti producevano pregiati tessuti di lino, la sala spaccio, una vasta tenuta agricola usata come campo di lavoro che si estende fino alla costa ( parzialmente crollata con il costone sottostante), il palazzo che ospitava gli agenti di custodia, l’abitazione e gli uffici del direttore.
La spesa preventivata per la sistemazione della struttura non dovrebbe essere inferiore ai 70 milioni di euro, ragione per la quale risulterà determinante l’intervento, a vari livelli, dei capitali privati. Una cooperazione auspicata e spinta anche dall’articolo 27 della manovra salva-Italia. Vediamo se, dopo un 2011 di proclami, il 2012 sarà l’anno buono per concretizzare.

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