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Procida: Il Cenobio di Santa Margherita: Quale futuro?

di Francesco Marino – Ogni giorno, dalla nostra splendida Piazza dei Martiri, guardo il cenobio di Santa Margherita, struttura che domina Punta dei Monaci e la splendida Grotta del “Bue Marino”.
Circa vent’anni fa, durante la controversa amministrazione Scotto di Santolo, la Soprintendenza ai Monumenti restaurò in parte lo splendido immobile che fu inaugurato dalla nostra grande artista Concetta Barra che, in costume procidano, cantò una struggente “Salva Regina”.
Sembrava l’inizio di una nuova stagione all’insegna della cultura ed invece la Curia, una volta ultimati i lavori, reclamò la proprietà del cenobio e, successivamente, il sindaco Antonio Capezzuto, con un gentlemen agreement le cedette le chiavi del complesso.

Da allora, e nonostante gli ulteriori lavori eseguiti nel corso degli anni, il complesso versa nel più completo abbandono, chiuso e non usufruibile per i procidani. Interpellato il sempiterno assessore alla cultura, avv. Enrico Scotto di Carlo, ci confermò che il cenobio non è nella giurisdizione del Comune di Procida. In una conversazione informale, quindi, chiedemmo lumi al vice decano il quale ci disse che non conoscendo appieno la problematica si sarebbe informato e ci avrebbe fatto sapere.
In questa vicenda quello che però ci fa più rabbia è che, mentre associazioni e giovani vanno sempre alla ricerca di spazi per sviluppare attività culturali e non (tra queste anche i partiti, vedi “Insieme per Procida” che, dopo aver lasciato la sede di via Roma, come gli ebrei, sono erranti) una struttura immensa come l’antico cenobio, dopo tanto denaro pubblico speso per recuperarlo e metterlo in sicurezza, per lo più con un ampio parcheggio per l’accoglienza, rimane chiusa ed inaccessibile per decenni.
Oggi molte attività si tengono nell’aula consiliare presso il Comune utilizzata, per gentile concessione, per fare di tutto e di più. Sarà pur vero che è la casa del popolo ma, ogni cosa vuole i suoi spazi organizzativi e le sue regole.
Per concludere, l’addetto ai contatti con il clero, cap. Pasquale Sabia, contatti il decano, la Soprintendenza e chi di dovere per conoscere quale sarà, nel futuro immediato, la sorte del Cenobio.
Il nostro auspicio è che sia utile ed utilizzato dai cittadini procidani in modo tale da poter giustificare le spese ed i lavori effettuati.
Avremo mai una risposta?

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