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Procida: Il Faro di Punta Pioppeto vedrà nuova luce

PROCIDA – Un altro fronte di polemica si apre nel caldissimo confronto politico di questa torrida estate che interessa l’isola di Procida che si avvia, oramai a passo spedito, verso la tornata elettorale prevista per la prossima primavera, per il rinnovo delle cariche di governo del territorio.

Infatti, nella giornata di ieri, la pubblicazione sugli immancabili social, del cancello chiuso con un catenaccio che preclude, a procidani e turisti, l’accesso ad uno degli angoli più belli e caratteristici, qual è il Faro di Punta Pioppeto, ha scatenato una lunga serie di reazioni. A lanciare il sasso nello stagno il commissario di Forza Italia, nonché consigliere comunale, Menico Scala che in un post ha scritto: “Questa mattina attraverso delle foto pubblicate da un cittadino sui social, che lasciano poco spazio ad interpretazioni, apprendiamo che l’accesso al Faro è stato sbarrato con un cancello. Allo stesso è apposto un cartello con la scritta. Faro di punta Pioppeto” proprietà dello Stato – Divieto di accesso. Della serie lo Stato, non solo ha lasciato deperire un bene comune (il vecchio faro è diventato poco più che un rudere cadente) ma impedisce anche ai cittadini di poter accedere al mare sottostante. L’ennesima vergogna consentita da una amministrazione inesistente ed inadeguata”.

La risposta del Sindaco Dino Ambrosino non si è fatta attendere e sul suo profilo facebook ha spiegato: “L’Agenzia del Demanio è proprietaria della discesa e delle costruzioni del complesso del Faro di Procida. Da qualche settimana, dopo che i funzionari con un sopralluogo tecnico hanno verificato lo stato di grave abbandono dei luoghi, hanno deciso di interdire la zona.

Siamo stati informati di questo rischio, ci siamo attivati e abbiamo presentato una formale richiesta di prendere subito il bene in concessione. Difatti, contemporaneamente allo sviluppo di questa situazione, si è presentata l’opportunità di ottenere un finanziamento dalla Città Metropolitana. Siamo pronti a prenderci la responsabilità di mettere la zona in sicurezza e a riqualificare il Faro.

Per l’improvviso sviluppo della situazione di oggi, che sta provocando le legittime proteste dei bagnanti, stiamo informando la Prefettura per sollecitare un positivo e veloce riscontro alle nostre richieste. Allo stesso tempo stiamo dando mandato ad un legale per far valere il centenario uso civico della discesa di accesso agli scogli liberi del Faro”.

Le vicissitudini che riguardano “Punta Faro” partano da lontano, e sono note a buona parte dei protagonisti dell’attuale quadro politico locale, con tante testate giornalistiche che si sono occupate, nel corso degli anni, di segnalare la fatiscenza e l’abbandono in cui versava (e versa) l’area,  tra queste, nel 2009, il prof. Domenico Ambrosino, dalle pagine de “Il Mattino”, tra l’altro, scriveva: “Spiega Claudio Palumbo, reggente dei fari della zona: “Da tempo avevamo denunciato a Carabinieri ed altre autorità la situazione che si verificava al faro procidano il quale è un punto di riferimento importantissimo per la navigazione del golfo, in quanto fa da triangolo d’osservazione con i fari di Capo Misero e Punta Carena. Da quando, negli anni passati, il posto di fanalista nell’isola era stato soppresso per il ridimensionamento del personale del settore, la struttura di Punta Pioppeto veniva usata per le vacanze di ufficiali e sottufficiali di “Maridista”, il settore della Marina Militare che gestisce tali impianti. A sua volta, il Comune di Procida aveva chiesto ed ottenuto una servitù di passaggio che consentisse ai procidani di continuare a scendere al mare come facevano da sempre.” Il Comune era andato oltre. L’assessore al mare Salvatore Costagliola aveva promosso, nell’ambito della valorizzazione dei fari italiani lanciata dall’Agenzia del Demanio, la costituzione di un Centro Studi Internazionale per la tutela e lo sviluppo delle aree isolane e costiere, che avesse nella struttura di Punta Pioppeto, il punto di riferimento per il monitoraggio e il controllo dell’area marina protetta “Il Regno di Nettuno”. A tal riguardo l’Istituto Internazionale “Stop Disasters” di Napoli, ha redatto un apposito progetto, a firma del prof. Ugo Leone, che la Giunta Comunale isolana ha recepito con apposita deliberazione. L’operazione doveva essere sviluppata in sinergia con il progetto di utilizzo dell’ex motonave del CNR “Bannock” che, a breve, dovrebbe trovare sistemazione nel porto isolano di Marina Grande, per un programma di informazione, formazione ed educazione ambientale”.

Nel 2010, poi, Aniello Scotto di Santolo, consigliere comunale d’opposizione (Insieme per Procida) ha firmato una mozione per l’acquisizione del bene da parte del Comune, per il resto è storia recente. In serata, infatti, in una nota del Sindaco Ambrosino, arriva la buona notizia: “L’Agenzia del Demanio ha accolto la nostra richiesta, il Faro sarà dato in concessione al Comune di Procida entro questa settimana.  Per rimetterlo apposto investiremo 350.000 euro del Piano Strategico Metropolitano, opportunità che si è aperta solo due mesi fa. Con le nostre risorse non ce l’avremmo mai fatta. Si apre un nuovo cantiere, con il nostro massimo impegno a riconsegnare alla comunità un bene dal grande valore storico e paesaggistico”.

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