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Procida in tempo di crisi

debitodi Michele Romano

In un Paese, oramai senza principi, in cui la spesa pubblica improduttiva, nonostante le retoriche affermazioni di intenti, non sarà mai ridotta, l’evasione fiscale non sarà mai sterminata, il debito pubblico insieme alle tasse, queste certamente per i fessi che le pagano, cresceranno fino al punto di mantenere il disonorevole primato di rappresentare la Nazione più iniqua d’Europa tanto da predisporre un folto esodo all’estero dei nostri giovani talenti, il governo Letta-Alfano, espressione della nefasta demagogia berlusconiana, rischia di raffigurare il sigillo perenne, con tutte le conseguenze del caso, della vita politica, sociale e culturale italiana. Ebbene, in tale contesto, emblematico è ciò che accade anche nella realtà amministrativa  dell’isola di Procida, dove davanti ad un conclamato e costante grido di dolore delle finanze tali da annunciare l’azzeramento di qualsiasi risorsa economica e tanto da creare, spesso, difficoltà e ritardi nel pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali, oppure non poter dare risposte a drammatiche problematiche sociali, umane e familiari, in controtendenza vengono elargite consulenze stupefacenti che già in un passato prossimo non hanno arrecato alcun beneficio all’obiettivo di costituire una struttura organizzativa più efficiente ed efficace nell’esplicare i servizi essenziali dell’Ente Locale. Diciamo la verità il lupo perde il pelo e non il vizio nel perpetrare e portare avanti, sia in tempo di bonaccia che di tempesta, pessime abitudini di condotta che ci hanno traghettati ai disastri attuali.

In tal senso auspico che nell’immediato facciano sentire la loro voce quelle sensibilità che ancora siedono in questo consesso civico chiuso in un ostinato silenzio, apporpato e sordo a quasi ogni criticità che sia presente nella comunità.

Per di più, questo vostro uscire da tale mortifero torpore, significa dare inizio al suono delle trombe della speranza che conduce a produrre, in un prossimo futuro, un cambiamento visibile e tangibile di cui la nostra meravigliosa terra ne ha impellente bisogno.

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Un commento

  1. Sono daccordissimo con Michele Romano. Questo paese non si sanerà mai. neanche il tempo di tentare di coprire i debiti vecchi, con vendite e sotterfugi che gia’ si pensa a spendere altri soldi che non ci sono.
    La prossima? Terra Murata? Limitazioni alla spesa pubblica? Solo all’indirizzo dei poveri fessi.
    Appena hanno ricevuto qualche soldino, così si sono riaumentato le produttività , salari e privilegi.
    Spending review? ma che! Qui si spending…e basta.
    Per citare l’ultima, altre migliaia di euro per due semafori ( dozzinali e per niente dedicati allo scopo)( ma chi è il genio che li ha commissionati?) che Operazione Primavera aveva costruito con 300 euro. Pensate a fare il vostro mestiere e lasciate a chi di dovere queste cose. In altre parole…… braccia rubate all’agricoltura!

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