La recente avaria al sistema di inversione di marcia del traghetto CAREMAR “Naiade”, ci induce ad alcune riflessioni. Innanzi tutto gli innumerevoli incidenti, nei porti di Ischia e Procida, sono dovuti alla scarsa manutenzione ed al colpevole rallentamento dei controlli da parte delle autorità preposte. Sulla “Naiade” è andato in tilt il sistema di controllo delle eliche che è a passo variabile. Si dice passo l’avanzo della nave in corrispondenza di un giro dell’elica. Una volta l’inversione di marcia della nave era determinato dall’inversione di marcia dei motori, oggi, in manovra, il motore è sempre in moto mentre cambiano direzione le eliche in virtù di un sistema idraulico pneomatico dotato di un comando elettronico.
Pertanto, questo sistema sofisticato, deve essere monitorato e manutenzionato semplicemente anche se, è prassi oramai diffusa, limitare, per problemi di costi, questo tipo di operazione.
Comunque, non solo il carburante costa, ma anche la sicurezza. Da questo punto di vista, è sotto l’occhio di tutti, che vi sono alcune unità in circolazione che dovrebbero essere fermate ad horas, a partire dall’Isola di San Pietro, mezzo veloce della CAREMAR, un giorno si ed uno no in avaria, che ad ogni avvio di motore riempie di fumo il porto di Procida asfissiando i malcapitati passeggeri, sotto lo sguardo inerme di chi ha l’autorità per intervenire.
Questa verità è purtroppo scomoda anche perché fermare l’Isola di San Pietro, con la penuria di mezzi in circolazione, sarebbe una decisione impopolare. Intervenire dopo che gli incidenti si sono verificati, però, serve solo ad avere un impatto mediatico e nulla più.
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