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Procida: L’amore per sconfiggere gli egoismi

di Michele Romano
Ciclicamente la nostra cara isola si rammenta di essere figlia della Madre Terra Flegrea di origine vulcanica e così dopo soporosi dormiveglia, sprigiona, ogni tanto, un magma di virulente potenza tanto da produrre scompiglio nel proprio territorio.
Ciò è accaduto nell’ultimo mese dell’anno attraverso eventi di inaudita e belluina violenza che hanno attraversato tragicamente nuclei familiari sempre più spesso racchiusi nei loro bui recinti con la totale chiusura a vasi comunicanti oppure di giovani che, in questa stagione di profonda e drammatica crisi, combattuti tra il senso e il non senso di vivere, optano per porre fine alla loro esistenza oppure rendersi messaggeri di morte attraverso il diffondere il “veleno” nelle verdi membra della nostra collettività (per questo motivi negli ultimi tempi troppo spesso ci troviamo sotto le luci della ribalta).
Questo stato di cose mette in discussione il ruolo e le funzioni delle istituzioni, in primo luogo della famiglia, della scuola, delle strutture ecclesiali e politiche che da un periodo piuttosto lungo si sono racchiuse in un inerte silenzio davanti ad una costante e continua decomposizione dello spirito comunitario e solidale tanto da far consolidare la costruzione di varie ed ampie muraglie cinesi che conducono, come atto consequenziale, alla condizione, su una superficie di poco più di tre chilometri quadrati, di individui che vedono nelle figure altrui la raffigurazione dell’ignoto, del pericolo, della paura, dell’angoscia non quella della condivisione, della convivialità e della compassione, tanto da espandere sulla nostra meravigliosa località un’atmosfera di empia tristezza.
Pertanto nel percorrere tale pensiero si corre il fondato rischio di smarrire del tutto la ragion d’essere una cittadinanza ricca della sua storia, delle proprie tradizioni e originali risorse.
A questo punto sarebbe cosa opportuna uscire urgentemente dallo stao di dormienti in cui si è caduti e svegliarsi con l’acuta percezione di abbattere il gretto e feroce egoismo in cui siamo avviluppati e, per salvaguardarci, diventa necessario riappropriarsi dei contenuti rivoluzionari insiti dentro la visione del mondo che propaga il concetto dell’Amore, come generosità, la responsabilità, la fratellanza, la compartecipazione, il senso del bene comune in cui il lupo e l’agnello seguano il medesimo itinerario.
Il mio augurio è che il 2012 venga alla luce con gli occhi pregnanti di desiderio d’amore e che con l’impegno di tutti noi e anche con l’impulso dell’Arcangelo, si diffonda sul nostro leggendario ed antico sito.

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