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Procida: l’ingordigia.

di Michele Romano

Nell’ascoltare, alcuni giorni fa, l’annuncio, per le strade di Procida, di incontri di pedagogia religiosa da parte di gruppi organizzati che ritengono di essere guida ecclesiali del nostro territorio, in me si è subito visualizzato ciò che sta accadendo dentro il tempio della cristianità, cioè la Città del Vaticano, diventata una “Torre di Babele”, seguendo la serafica espressione di Papa Ratzinger.

Infatti, la dimensione simoniaca, concentrata tutta intorno alla Banca Ior, ha completamente annientato l’essenza della testimonianza di Cristo (i cui simboli sono il nascere in una grotta e il morire sulla croce) imperniata sull’amore, sulla misericordia, sulla compassione, sulla pietà, sul conforto, sulla povertà, sulla disponibilità verso l’altro, il diverso, ma sempre fratello.

Per di più tutto ciò si incastra nella specificità dell’attuale realtà del nostro Paese che, oltre agli eventi tragici e drammatici del terremoto in Emilia e di Brindisi, rischia di essere sommerso, degradato, schiacciato dalla mortifera e assordante ingordigia che ha invaso la sfera della politica, dell’economia, della finanza, dello sport, in primis il calcio, che possiede la grave responsabilità di costituire un punto di riferimento per la formazione di tanti adolescenti. Pertanto, utilizzando una espressione così cara a Papa Wojtyla, possiamo dire che gli apparati di potere ecclesiastico, politico, economico, finanziario, sportivo costituiscono radicate strutture di peccato che hanno spinto donne e uomini della società italiana dentro il cuore delle tenebre e dell’angoscia esistenziale. E qui urge che emerga l’acuta consapevolezza, percorrendo il cammino della speranza, che dare ancora un senso al vivere, nella sua totalità, ad un popolo, bisogna procedere ad una profonda e libera catarsi (purificazione) di queste strutture, per cui la chiesa riprenda il senso e il significato autentico della parola “ecclesia”, cioè avanzare tutti insieme pastori e fedeli, nella fraternità e nella giustizia, con le linee guida rivelate dalla Buona Novella del Cristo (gesto forte sarebbe sciogliere lo Stato Vaticano, gruppi e sottogruppi parareligiosi, che sono diventati altre strutture di peccato, e costituire tante comunità di base in comunione tra di loro), per cui la politica si riappropri dell’etica della responsabilità tanto per coloro i quali si avvicinano ad essa, diventi un valore aggiunto e un impegno pregnante di spirito di servizio; inoltre lo sport si immerga di nuovo nel fuoco della fiaccola olimpica fatta di eroico furore, di partecipazione, di armonia in cui la gioia della vittoria non è quella della potenza e del successo egoistico ed ingordo ma la limpidezza della prestazione e della testimonianza dei valori racchiusi nella competizione. D’altra parte soltanto intraprendendo il sentiero di questa nuova via Lattea è possibile rivedere l’alba dopo una lunghissima nottata in cui, al momento, non si individua alcuna uscita.

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