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Procida: “Nozze d’argento” per la scuola di danza del Procida Hall

procida halldi Giacomo Retaggio

Venticinque anni e non dimostrarli! Una sorta di nozze d’argento con la danza! Tanti sono gli anni trascorsi da quel giorno in cui Enzo Gadaleta, con una mossa che molti all’epoca giudicarono azzardata, decise di dar vita ad una scuola di Danza Classica presso il Procida Hall. E così la sera del 24 giugno scorso abbiamo assistito al venticinquesimo Saggio. Con lo stesso spirito, lo stesso entusiasmo, la stessa predisposizione d’animo di tanti anni fa. Solo che siamo un po’ più vecchi. Ma sul palco c’è la solita folla di bambini, di ragazze, di floride giovani. Non sono più quelli di allora, ma sono giovani di oggi che hanno raccolto il testimone degli allievi precedenti e lo trasmetteranno a quelli del futuro in una sorta di prosecuzione nel tempo di una tradizione e di un impegno diventato ormai inderogabile. La sala è quella delle grandi occasioni: mamme in trepida attesa per le “performances” dei figli, papà fintamente distaccati, ma solo per darsi un contegno, gente elegante.

Lo spettacolo è scorso  gradevole e tranquillo. Quest’anno la “parte tecnica” è stata modulata su scene e musiche da film famosi. E così motivi accattivanti hanno invaso  piacevolmente l’ambiente portando lo spettatore in una dimensione di struggenti amarcord. Le allieve che danzavano su queste musiche sembrava uscissero da un mondo di sogno.

Ma il pezzo forte della serata è stato un celebre balletto di repertorio: “Lo schiaccianoci” di Pyotr Ilyich Tchaikovsky!  Coreografie originali riprese dai maestri della Scuola del Procida Hall Ugo Ranieri e Marianna Manzo. Impegno non da poco sia per gli allievi che per gli insegnanti. Il cimentarsi con un’opera di tale spessore, con tutti i suoi motivi russi ed orientali, le sue “cineserie” e “turcherie”, denota, da parte di entrambi, non solo la voglia di migliorarsi e di raggiungere traguardi prestigiosi ma anche  la coscienza di potercela fare. E scusate se è poco!

D’altra parte questa scuola ha tutte le caratteristiche per dare ai suoi allievi una solida preparazione nel campo della Danza. Non è un caso che alcune di ex- allieve procidane insegnano in prestigiosi “licei coreutici” nazionali. Lo spettacolo del palco affollato da una sessantina di ballerine che si librano in suggestive coreografie è stato un magnifico colpo d’occhio. Quest’anno le diplomande erano due: Rossana D’Orio, nella parte di Clara, e Federica Tramontana, che interpretava il ruolo della Fata Confetto. Due splendide diciannovenni, dal fisico asciutto e morbido ad un tempo, impreziosito dall’incarnato bruno mediterraneo del volto: due meravigliosi fiori nostrani. Le loro eleganti evoluzioni sull’onda delle note del musicista russo, frutto di una tecnica ineccepibile e consumata, hanno emozionato la platea e data la misura del grado di perfezione e maturità raggiunto dalla scuola del Procida Hall. In particolare nel “pas de deux” , tra le braccia del perfetto ballerino ospite, Vito Lorusso, le due allieve hanno danzato leggere e quasi senza alcuno sforzo come richiedono i canoni della danza.

Ma basta intendersi un pochino di quest’arte per rendersi conto di quante ore, settimane, mesi ed anni di lavoro ci sono dietro questa apparente assenza di fatica. Ed il risultato le due ragazze lo hanno raggiunto. Il merito va, oltre che agli insegnanti, alla direttrice della Scuola, Ausilia Scotto di Rinaldi, che in tutti questi anni ha seguito queste ragazze con una dedizione ed un affetto come se fossero propri figli. E chissà che lei in cuor suo non li consideri un poco tali…

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