Il Carcere di Procida: dalla vendita alla cessione gratuita

carcere Procida foto di gabriele scottoNavigando su internet abbiamo trovato questo articolo, curioso ed interessante, datato anno  2000 (ovvero oltre 11 anni fa)  e in cui si fa un quadro riassuntivo sull’ex struttura carceraria di Terra Murata. Articolo apparso sul sito dust.it dal titolo “Vendesi carcere vista mare per soli 54 miliardi” a firma di Ettore Colombo.

Da allora, tutto sommato, l’unica novità è che la struttura dovrebbe passare a titolo gratuito, entro il 23 giugno, come annunciato dal  sindaco Capezzuto, tra i beni del Comune di Procida. Sulla questione carcere, sembra che a metà del mese di giugno ci dovrebbe essere un convegno del gruppo di minoranza consiliare “Insieme per Procida”. Lo stesso gruppo di minoranza aveva nel mese di aprile presentato due interrogazioni che dovranno essere discusse in consiglio comunale: la prima  interrogazione riguardava il passaggio a titolo non oneroso dell’ex carcere di “Terra Murata” al Comune di Procida, quale bene disponibile del Demanio dello Stato,la seconda per conoscere quale tipo di valorizzazione si vuole dare dal punto di vista turistico al Carcere anche commissionando  uno studio di mercato.

Procida. «Fuori del limbo non v’è eliso», scriveva Elsa Morante nell’Isola di Arturo. L’isola è Procida , 10 mila abitanti distribuiti su una superficie di soli 4 chilometri quadrati, la più alta densità abitativa di tutta la Campania, un «limbo» di bellezze (naturali, storiche, culinarie) intatte perché ancora lontane dalle grandi ondate turistiche e perché, dai tempi dei Borboni fino all’odierna repubblica, Procida è sempre stata nota, come scrive anche Elsa Morante, per un’ unica, vera presenza incombente: il carcere, non certo il mare.

E un «eliso», di certo, non lo è mai stato, l’ex penitenziario di Procida, «dismesso» nel 1988 e da allora al centro di diversi progetti di riutilizzo, tra i quali l’ultimo fa scalpore: il ministero delle Finanze, proprietario del complesso, che comprende, oltre al carcere, un castello e un’abbazia, lo ha messo in vendita per ben 54 miliardi. Ma la cifra non deve stupire: si tratta, infatti, di una vera ed enorme cittadella posta nel cuore più antico e nel punto più alto dell’isola, il borgo di Terra Murata. Per «soli» 54 miliardi, quindi, il compratore (senz’altro un privato, dato che il Comune di Procida non dispone certo di cifre simili) si porterebbe via sia il vecchio bagno penale fatto costruire all’interno del castello d’Avalos, datato 1554 e utilizzato come carcere fino al 1971, che la «nuova» struttura, edificata nella seconda metà dell’Ottocento e situata nella zona che s’affaccia sulla costa dell’incantevole Marina Corricella (set usato per il film Il Postino). In questo secondo caso, si tratta di un vasto complesso di edifici che arrivano a coprire una superficie di 100 mila metri quadrati, al cui interno si trovano padiglioni, uffici, sala mensa, cucine, un piccolo ospedale, il capannone dove i detenuti producevano pregiati tessuti di lino (una vera ricchezza per tutta l’isola), la sala spaccio, una vasta tenuta agricola usata come campo di lavoro che si estende fino alla costa, il palazzo che ospitava gli agenti di custodia, infine l’abitazione e gli uffici del direttore.

Naturalmente, né Terra Murata né tutta l’isola si esauriscono nel carcere. Nella cittadella medioevale, a picco sul mare e ricca di storia, vi sono altri luoghi artisticamente eccezionali: dall’abbazia di San Michele, al palazzo di Giovanni da Procida, antico signore dell’isola, e poi – cambiando radicalmente panorama – s’incontrano le spiagge di Marina Chiaolella e l’isola di Vivara.

L’avvenire è nella prigione. Ma il carcere resta il cuore dell’isola, non solo perché ne ha segnato la storia (vi sono passati alti gerarchi fascisti, esponenti del terrorismo, boss della camorra e molti «comuni»), ma perché ne segnerà senz’altro l’avvenire. Il Comune, che da tempo cerca nel turismo culturale la via dello sviluppo (attualmente i posti letto, in tutta l’isola, sono solo 250), vede nell’ex bagno penale la soluzione di tutti i mali di Procida (traffico, sporcizia, sovraffollamento). Ma i tentativi di gestirlo in un mix di strutture pubbliche e private (nel 1989 doveva essere la Fiat Engineering, nel 1997 la Fondazione Idris) sono tutti falliti. Oggi che il ministero delle Finanze ha avviato l’iter burocratico dell’alienazione del complesso, potrebbe essere giunta l’ora buona per far uscire dal limbo anche il carcere di Procida. Il resto dell’isola è già un piccolo «eliso»: basta visitarla, per capirlo.

fonte:

http://dust.it/articolo-diario/vendesi-carcere-vista-mare-per-soli-54-miliardi/

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