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Quando il posto di lavoro diventa il prolungamento della propria dimora

obese-mandi Michele Romano

Bisogna dare atto a Matteo Renzi, con tutte le sue esuberanze giovanili, a volte troppo avventate, nonostante i tanti profeti di sciagure, annidati anche nel Partito Democratico, i quali, sui guasti profondi della società italiana, ci hanno messo del proprio, dovrebbero tacere per sempre, di aver scoperchiato i vasi di Pandora dell’inefficacia, dell’inefficienza, dell’illegalità del sistema socio-politico ed economico del Paese, in primo luogo della Pubblica Amministrazione, ganglo vitale per il buon andamento delle attività di ogni ordine e grado di una Nazione.

Per comprendere ciò prendo spunto dagli ultimi anni della mia vita lavorativa vissuti nell’ambito di una struttura pubblica dell’isola di Procida. Ebbene, tra le luci ed ombre di ogni passaggio lavorativo cosa vorrei trasmettere se non il senso e il significato che bisogna modificare profondamente questo “ganglo vitale” se si vuole produrre un beneficio costante e duraturo per l’intera collettività. In tal senso i “capelli bianchi” mi hanno insegnato che la migliore qualità del servizio viene offerto da chi ha costruito, al di fuori, del proprio territorio, con enormi sacrifici, la propria professione accompagnata dall’etica della responsabilità. Il peggio, viceversa, viene espresso da chi, accompagnato dai deteriori supporti politici, si è seduto sulla comodo sedia dell’ufficio distante cento metri dalla propria abitazione, tanto da considerarla, con il tempo, un “loco” aggiuntivo della medesima, così da rendere ostile chiunque riesca ad espugnare la loro “Bastiglia”, con effetti nocivi, in questo caso, sui servizi da offrire alla salute dei cittadini. Ecco, perché, ritengo che la mobilità del personale sia un fattore vivificante per una amministrazione virtuosa verso la propria comunità tanto da non creare contaminazione, collusione e complicità tra i dipendenti, politici locali e cittadini, consuetudine, purtroppo, consolidata fortemente nell’attuale vissuto socio-politico procidano. A questo punto, visto che siamo alla vigilia delle elezioni comunali del 2015, questo è uno degli argomenti fondamentali su cui si può misurare chi vuole il cambiamento nei fatti e non nelle chiacchiere masturbatorie.

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