Quattro imprese su dieci hanno innovato anche nel 2020 per contrastare gli effetti della pandemia

PROCIDA – Quattro imprese su 10 hanno innovato anche nel 2020 per contrastare gli effetti della pandemia. A sostenerlo Fabrizio Lungo, Vice presidente della Camera di Commercio di Napoli e Presidente di Si Impresa (Servizi Integrati Impresa)  l’Azienda Speciale Unica della Camera di Commercio di Napoli nata nel 2016 dalla fusione per incorporazione delle Aziende Agripromos, Cesvitec, Com-Tur, Laboratorio Chimico Merceologico e Proteus nell’Azienda Speciale Eurosportello, sintetizzando un approfondimento sulle strategie imprenditoriali contenuto nell’indagine effettuata da Si Camera e InfoCamere su oltre 32mila imprese nell’ambito del progetto Sisprint (Sistema integrato di supporto alla progettazione degli interventi territoriali) condotto da Unioncamere e dall’Agenzia per la Coesione territoriale e finanziato dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020 .

“Tra quanti hanno messo in atto contromisure – sottolinea Luongo – le scelte sono andate sull’investimento in nuove linee di produzione (o nella sostituzione delle stesse: 13,7%), nella formazione del personale (13,3%), nella strumentazione informatica e delle telecomunicazioni (12%). Il 7,8% delle imprese ha destinato risorse alla ricerca ed allo sviluppo, il 7,1% ai mezzi di trasporto ed il 5,8% all’acquisto di nuovi immobili o al loro ampliamento.

A puntare sull’ICT sono state soprattutto le imprese di Bolzano, Lazio, Veneto, Liguria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Sardegna, quelle che operano nei servizi di informazione e comunicazione (33,8%), le attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione e servizi di supporto (22%), l’istruzione, sanità e assistenza sociale (18,9%) ed il commercio, trasporto e magazzinaggio (13,1%). La quota di investitori in ICT sale al crescere della dimensione di impresa.

Sono lieto leggere che le quote più consistenti di imprese che hanno investito in ricerca e sviluppo nel 2020 si trovano in Campania (9,2%), seguita dalla Lombardia (9%), Emilia Romagna (9%), Veneto (8,7%) e Piemonte (8,2%). Anche in questo caso sono i servizi di informazione e comunicazione (21,6%) a mostrare la quota più elevata di imprese che ha investito in R&S, seguiti dall’industria manifatturiera (14,1%) e dalle attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione e servizi di supporto (12,8%).

Come per l’ICT, al crescere della dimensione di impresa, cresce la quota di imprese che investe nell’area considerata. Già nell’ultimo triennio, comunque il 19,1% delle imprese aveva puntato a rafforzare il commercio elettronico.

Su questo filone – continua il presidente Fabrizio Luongo – sono soddisfatto che tra il 2018 e il 2020, avevano investito soprattutto le imprese di Campania (25,5%), seguite dall’Abruzzo (23,9%), Valle d’Aosta (23,2%), Lazio (22,5%) e Basilicata (22,2%), ed in particolare quelle del commercio, trasporti e magazzinaggio (27%) e dei servizi di alloggio e ristorazione (23,5%) e le imprese minori (fino a 9 addetti: 19,9%).

C’è ancora molto da fare – conclude Luongo – e non risparmieremo le nostre energie per supportare il genio, la passione e le competenze delle nostre imprese. Diverse novità in cantiere trasformeranno il Palazzo della Borsa Merci di Napoli in un punto di eccellenza che ci sarà invidiato, sarà lo stesso presidente Fiola alla guida di Unioncamere Campania ha darne presto comunicazione.”

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