Regno di Nettuno. La guerra tra Ischa e Procida

La vicenda di Vivara è come sempre all’ordine del giorno ecco un interessante articolo di Domenico Ambrosino pubblicato sul quotidiano IL MATITNO.

Parco Marino Procida e Ischia verso il divorzio e rispunta la proposta di affidare la gestione all’Isola di Vivara.

Non si placa la tempesta nelle acque del golfo tra i comuni di Ischia e Procida dopo l’estromissione del rappresentante procidano dal cda del consorzio dell’area marina protetta «Regno di Nettuno». Il comune di Procida è ormai orientato per la «scissione» dall’ente gestore attuale. L’ipotesi a cui si guarda è una gestione diretta della tutela delle acque prospicienti le isole di Procida e Vivara che, sempre nell’ambito del decreto istitutivo della riserva marina, punti ad un progetto di protezione ambientale e di sviluppo economico. In tale prospettiva non sono escluse nuove e diverse perimetrazioni dell’area marina procidana. Stamane alle 11 queste proposte saranno portate a Roma nel summit dei sindaci dei comuni delle isole di Ischia e Procida, convocati da Renato Grimaldi, direttore generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, insieme agli attuali responsabili della riserva marina e al «ram», il reparto ambientale marino delle Capitanerie di Porto. Il sindaco Vincenzo Capezzuto così spiega la sua decisione: «Sarà divorzio o separazione consensuale, questo lo si vedrà. Ma un fatto è certo: Procida non potrà continuare a stare in un organismo i cui i sei comuni dell’isola d’Ischia non perdono occasione di annegarla nel mare delle loro convenienze. Fin quando abbiamo avallato le loro scelte, e nei primi tempi abbiamo dovuto farlo perché la riserva era appena nata, tutto è filato liscio. Ma quando attraverso il nostro rappresentante avvocato Giuseppe Trotta, ultimo presidente pro tempore del consorzio, abbiamo voluto fare chiarezza sui metodi e fini gestionali, siamo stati fatti fuori in maniera violenta». L’estromissione dal cda brucia ancora, ma è chiaro che la rivalità con gli ischitani ha radici profonde. «Del resto – continua Capezzuto – cosa ci si poteva aspettare da un sindaco come Giosi Ferrandino che lo scorso anno ha emanato un’ordinanza (poi bocciata dal Tar Campania a cui abbiamo ricorso) che impediva ai pescatori procidani di poter vendere il proprio pescato sul ciglio di banchina di Ischia Ponte. La gestione del mare di Procida deve tornare a chi conosce, sa e vive i problemi della sua gente. Un esempio: nella zona B, prospiciente la spiaggia della Chiaia, ad alta vocazione turistica, viene proibito l’ancoraggio per proteggere la Posidonia che non c’è, mentre viene lasciato libero accesso ed ancoraggio nella zona prospiciente la spiaggia della Silurenza che ne è ricca». La tempesta in arrivo da Procida non finisce qui. Il consigliere comunale Mariano Cascone ha rilanciato una vecchia, irrisolta, questione: l’attribuzione della gestione del Regno di Nettuno alla riserva statale «Isola di Vivara», perché confinante con la stessa, in base all’articolo 19 della legge quadro delle aree marine protette del 1991. «Ricorreremo al Tar – annuncia Cascone – il consorzio di gestione del Regno di Nettuno è illegittimo. Lo Stato ha l’occasione di ripristinare la legalità e di risparmiare un sacco di soldi».

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