Con la rinuncia alla impugnativa davanti alla Corte Costituzionale, decisa nel Consiglio dei Ministri del 12 Luglio scorso, si è esaurito il violentissimo attacco portato dal Governo Monti e dal Governo regionale Caldoro alla legge popolare sul solare divenuta legge n.1 della Regione Campania dopo la sua promulgazione sul BURC n.12 del 25 febbraio scorso.
Restano la estrema gravità della cancellazione di importanti articoli (il n.4, il n.5, il n- 8 – sulle incentivazioni!!!- ed il comma 2 dell’articolo 11) e la violenza antidemocratica verso ventimila sottoscrittori (oggi ne sarebbero di gran lunga ancora di più) e verso la moltitudine delle forze sociali, culturali, economiche, produttive che l’hanno sostenuta;
ma restano anche la filosofia ed i conseguenti contenuti della legge, che e’ tuttora valida a tutti gli effetti per suoi fondamentali contenuti; ed è la legge regionale n. 1 del 18 febbraio 2013 “ cultura e diffusione dell’energia solare in Campania”.
Inutile e senza sbocco giuridico ed istituzionale è lo strumentale tentativo del governo regionale di far credere che la legge popolare sul solare non c’è più e che tutto possa farsi come prima. La legge c’è e ad essa deve necessariamente essere riferito ogni atto, ogni scelta “energetica” della Regione e della Campania: il tentativo dell’oblio sulla legge popolare arriva fino all’incredibile limite di non dare il testo unificato della legge dopo il colpo di mano di cancellazione dei predetti articoli alla Finanziaria: a tale maldestro tentativo rispondiamo portando in calce tale testo della legge che è quello oggi è valido per la Campania, si ché tutti, istituzioni, soggetti interessati, singoli cittadini sappiano qual è la legge che oggi regola le scelte energetiche della Campania.
Sicuramente ci batteremo per ripristinare quanto violentemente cancellato, ma contestualmente con il nostro OSSERVATORIO vigileremo perché, per la tutela del territorio e per contrastare potenti interessi malavitosi e circolazione di danaro sporco, venga rispetta la legge sul solare, chiedendo con forza la piena attuazione della legge di fondamentale importanza per l’ambiente, per la economia, per la produzione ecocompatibile, per la ricerca, per il lavoro, per fare di Napoli e la Campania il riferimento fondamentale nel Mediterraneo, per una nuova Cultura e una nuova Civiltà del Sole e della Biodiversità.
Il Comitato Direttivo dell’Associazione
Rete Campana della Civiltà del Sole e della Biodiversità (RCCSB)
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