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“Sono fiero di essere procidano” di Roberta Scotto Galletta"

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Ieri si è tenuto al GM Bar la terza serata de  “I mercoledì dell’ombrellone“.

A conclusione del’incontro è stato proposto un piccolo reading: “Sono fiero di essere procidano”, scritto da Roberta Scotto Galletta, ispirato alla piece di Ficarra e Picone e che vi condividiamo.

“Sono fiero di essere procidano” di Roberta Scotto Galletta (1)

A: io sono fiero di essere procidano!
B: io mi vergogno di essere procidano!

A: io sono fiero di essere procidano perché abbiamo solcato tutti i mari del mondo in ogni epoca storica.
B: io mi vergogno di essere procidano perchè da tutti questi mari abbiamo portato solo le porcellane cinesi.

A: io sono fiero di essere procidano perché…abbiamo il sole bellissimo, il mare bellissimo, le spiaggie bellissime….
B: io mi vergogno di essere procidano perché anche la sporcizia da noi è “bellissima”

A: io sono fiero di essere procidano perché da noi non c’è mai crescita zero. Guarda
quanti bambini.
B: io mi vergogno di essere procidano perché troppi di loro, da grandi, dovranno fare
la valigia e andare via.
A: io sono fiero di essere procidano perché abbiamo tante persone che si dedicano alle arti: la danza, il teatro, il canto.
B: io mi vergogno di essere procidano perché troppe persone si dedicano all’arte della maldicenza.

A: io sono fiero di essere procidano perchè in tanti anni siamo sempre fedeli alla stessa coalizione politica.
B: io mi vergogno di essere procidano perché questa fedeltà sconfina nel
masochismo.

A: io sono fiero di essere procidano perchè fare qualcosa di buono per l’isola
significa perdere tempo e allora, non facciamo niente!
B: io mi vergogno di essere procidano perchè fare qualcosa di buono per l’isola significa andar girando con l’aglio addosso per difendersi da tutte le invidie.

A: io sono fiero di essere procidano perché guardo il nostro mare e penso che ha ispirato scrittori importanti…
B: io mi vergogno di essere procidano perché anche il pesce più brutto del mare è andato a scherzare in altri mari…

A: io sono fiero di essere procidano perché di qualsiasi cosa ne cogliamo sempre l’aspetto drammatico
B: io mi vergogno di essere procidano perché tutto, anche le cose buone, sono sempre da buttare.

A: io sono fiero di essere procidano, perchè ogni volta è sempre la stessa storia.
B: io mi vergogno di essere procidano perché ancora oggi sento dire: “lascia perdere, è sempre stato così, ma chi te lo fa fare…”.

A: io sono fiero di essere procidano perché siamo l’isola più popolosa d’Europa.
B: io mi vergogno di essere procidano perché rispetto all’Europa, nonostante la popolazione, non è ancora arrivato il concetto di solidarietà civile.

A: io sono fiero perché di questi concetti politici difficili noi non ce ne occupiamo: siamo gente semplice.
B: io mi vergogno perché se devo camminare respiro il gas delle macchine e non il profumo dei limoni.

A: io sono fiero perché ogni procidano ha una casa, costruita con il sudore della fronte e lo Stato ci è nemico perchè vuole abbatterle!
B: io mi vergogno perché sento dire “a lui lo Stato gli è nemico ma a me no!”

A: io sono fiero perché da noi le famiglie sono unite e cattoliche.
B: io mi vergogno, perchè per i tradimenti e le lotte fra parenti, il vecchio testamento ne è pieno, quindi, non c’è peccato.

A: io sono fiero di essere procidano perché esportiamo talenti artistici.
B: io mi vergogno di essere procidano perché importiamo badanti e manovali.

A: io sono fiero di essere procidano perché anche Lamartine ha cantato le nostre bellezze in “Graziella”
B: io mi vergogno di essere procidano perché il forestiero lo amiamo sempre in modo troppo appassionato.

A: io sono fiero di essere procidano perché mi sento di appartenere a qualcosa di  grande.
B: io mi vergogno di essere procidano perché ci mancherà sempre qualcosa per diventare grandi.

A: io sono fiero di averla lasciata questa Procida così ho potuto accorgermi che è degna rappresentante dell’Italia, inclusi i pregi e i difetti.
B: io non ho avuto bisogno di lasciarla perchè mi hanno insegnato, da piccolo, che tutto il mondo è paese.

(1)Modifica del testo di Ficarra e Picone: “sono fiero di essere siciliano” fatta da Roberta Scotto Galletta

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